Ottobre è il mese dedicato al riciclo, alla corretta separazione
dei rifiuti e alla sensibilizzazione alla raccolta differenziata.
Ecco un esempio virtuoso di come si possono riciclare in maniera
creativa anche i materiali più difficili da smaltire, come le
camere d'aria.
Una storia che nasce qualche anno fa quando Marco
Lai, stilista e sperimentatore, aggiustando la ruota della
sua bicicletta si è chiesto se non fosse possibile usare il
materiale con cui era costruita come pelle o tessuto: tenderla,
tagliarla, modellarla e cucirla. Dopo numerosi tentativi, prove e
tre anni di studio finalmente quel materiale destinato alla
discarica ha preso forma e Lai è diventato il fondatore di
Hell's Kitchen, brand di borse e accessori
ecosostenibili.
Si tratta di un marchio tutto italiano che dal
2007 produce accessori per moto,
agendine e borse da vecchie camere
d'aria, cinture di sicurezza e
parti di t-shirt usate: tutti materiali che
gommisti e centri di raccolta avrebbero destinato alle
discariche.
Ma perché Hell's Kitchen? È il nome del quartiere di Manhattan
fino a fine Ottocento non raccomandabile e paludoso, poi bonificato
e diventato il punto di riferimento per designer e stilisti. Questa
trasformazione urbana è strettamente legata a quella concettuale di
un materiale povero e difficilmente riciclabile, come la camera
d'aria, in un oggetto di design.
A questo proposito il claim dell'azienda è chiaro: "100% chic
recycled": i prodotti nascono da materiali riciclati e sono chic,
contemporanei, eleganti. Unici, visto che ogni capo è prodotto con
materiali originali e differenti.
Ma il nome riporta anche alla cucina: l'impronta che è stata data
al concept è proprio quella di una grande tavola. I prodotti hanno
i nomi degli amatissimi piatti italiani e vengono consegnati in
cartoni della pizza: solo per citarne alcuni, il casco
"conchiglioni", le borse "spaghetti", "rigatoni" e
"paccheri", l'agenda "millefoglie".
Insomma, un esempio vincente di innovazione sostenibile e
divertente. In più tutto italiano.