Un festival divino

03 settembre 2010 
<p>Un festival divino</p>
PHOTO LAPRESSE

Una madrina d'eccezione, Isabella Ragonese, inaugura oggi a Venezia un'antica vigna sull'isola lagunare di Mazzorbo. Dopo secoli i grappoli dell'Uva d'Oro o Dorona, antico vitigno a bacca bianca riscoperto e salvato dall'oblio grazio a un pool di imprenditori illuminati e il Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano. Coinvolti nell'operazione anche i ragazzi con sindrome di down dell'Associazione Italiana Persone Down - Sezione della Marca Trevigiana, esperti vignaioli e autori di diverse etichette disegnate da loro stessi a mano.

Vendemmiatori d'eccezione: il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e il Presidente della Biennale Paolo Baratta. «Abbiamo recuperato - spiega l'imprenditore Gianluca Bisol, a capo di una storica azienda produttrice di prosecco - l'antica vigna murata che domina Mazzorbo, dove è stata piantata la Dorona, lo storico vitigno autoctono a bacca bianca tipicamente veneziano, coltivato fin dal XV secolo e perso nei secoli. Questo risultato rappresenta il coronamento di un lavoro iniziato nel 2002 che ci ha impegnato  nella ricerca storica riguardante i vitigni autoctoni di Venezia, presenti diffusamente fino a pochi secoli fa. Entro il 2012, verranno prodotte poche migliaia di bottiglie di questo antico, prezioso vino, che si chiamerà, appunto Venissa e si potrà degustare solo su ordinazione»,

Nella tenuta sono stati anche ricreati spazi ad orto, gestiti e coltivati dai pensionati di Mazzorbo e di Burano, un ristorante a km 0 gestito dalla chef internazionale Paola Budel e un ostello di charme (www.venissa.it).

 

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