Lisa Casali è una trentatrenne, romagnola
trapiantata a Milano, dove da più di 10 anni di occupa di ambiente
e ecologia, sia per lavoro che per passione. Mentre le parlo, lei
sfoglia le pagine del suo nuovo libro "La cucina a impatto
(quasi) zero", scritto con Tommaso Fara e appena pubblicato
dalla casa editrice Gribaudo.
«Volevo fare un libro rassicurante, che fosse piacevole a vedersi
e che proponesse ricette interessanti e stuzzicanti, nonostante sia
completamente dedicato a una cucina basata su… scarti alimentari»
precisa.
Sicuramente c'è riuscita: le foto di Vincenzo Lonati all'interno
del libro sono molto belle e le ricette molto invitanti. «Sono
preparazioni semplici, alla portata di tutti e che piacciano a
chiunque». Quasi tutte le 80 proposte sono vegetariane, la metà
seguono i principi vegani e non prevedono carne o derivati animali.
Sono ricette ideali anche per le occasioni speciale, come le cene
tra amici, suddivise per stagionalità e per tipologia
dell'ingrediente base.
L'obiettivo di Lisa nella scelta delle ricetta è stato quello di
definire e proporre uno stile di cucina consapevole ed eco, dove
eco significa sia ecologico (riutilizzando avanzi dei cibi e
riducendo i consumi energetici) che economico: «Ogni piatto costa
fra uno e due euro. Ogni ricetta sfrutta sempre uno scarto e
richiede pochi altri ingredienti, sempre presenti in
dispensa».
La ricerca di Lisa è iniziata nel 2004 quando con Tommaso ha
iniziato a ricercare modi per cucinare a impatto zero per amici e
conoscenti, dando vita a un vero e proprio laboratorio di cucina
creativa.
Dopo qualche anno Lisa e Tommaso avevano già collezionato un
centinaio di ricette: il libro era praticamente fatto, mancava solo
un editore. Nel frattempo Lisa - con molto entusiasmo - ha aperto
il blog
Ecocucina per raccontare delle sue sperimentazioni e
presentare le ricette. Poco dopo l'editore è arrivato e oggi il
libro è in vendita.
Lisa ne è molto orgogliosa e racconta come per lei sia non un
risultato raggiunto, ma un passaggio fondamentale di un processo
più ampio, e ancora da inventare: «Il percorso è stato decisamente
originale rispetto al solito: avevo i contenuti ancora prima di un
pubblico e di un editore. Da sempre penso che sia "cucina" che
"eco" siano due temi forti e di sicuro interesse per tutti e quindi
ho creduto nel progetto, dedicando tempo al blog e alle relazioni
che ho sviluppato grazie a esso. Ho imparato moltissimo, ma so che
non è ancora finita: ho ancora tantissime cose da
sperimentare».
Lisa sa quali armi usare per risultare provocatoria, e non si
limita a pentole a pressione e passaverdura: nel suo blog presenta
anche ricette di piatti cotti… in lavastoviglie. «A tutti gli
effetti si tratta di una cottura a vapore a bassa temperatura, che
sfrutta i consumi energetici che comunque sarebbero stati prodotti
per lavare i piatti». Basta prestare attenzione ai contenitori
utilizzati: barattoli a chiusura ermetica o sacchetti per la
conservazione a sottovuoto da mettere fra piatti e tazze
sporche.
Al termine del lavaggio si apre lo sportello e si estrae un sugo
per condire la pasta, un secondo a base di molluschi o un contorno
ricco di fibre e vitamine. Di sicuro è un modo per stupire gli
ospiti.
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