«La mia cucina a impatto (quasi) zero»

28 ottobre 2010 
<p>«La mia cucina a impatto (quasi) zero»</p>
PHOTO VINCENZO LONATI -

Lisa Casali è una trentatrenne, romagnola trapiantata a Milano, dove da più di 10 anni di occupa di ambiente e ecologia, sia per lavoro che per passione. Mentre le parlo, lei sfoglia le pagine del suo nuovo libro "La cucina a impatto (quasi) zero", scritto con Tommaso Fara e appena pubblicato dalla casa editrice Gribaudo.

«Volevo fare un libro rassicurante, che fosse piacevole a vedersi e che proponesse ricette interessanti e stuzzicanti, nonostante sia completamente dedicato a una cucina basata su… scarti alimentari» precisa.

Sicuramente c'è riuscita: le foto di Vincenzo Lonati all'interno del libro sono molto belle e le ricette molto invitanti. «Sono preparazioni semplici, alla portata di tutti e che piacciano a chiunque». Quasi tutte le 80 proposte sono vegetariane, la metà seguono i principi vegani e non prevedono carne o derivati animali. Sono ricette ideali anche per le occasioni speciale, come le cene tra amici, suddivise per stagionalità e per tipologia dell'ingrediente base.

L'obiettivo di Lisa nella scelta delle ricetta è stato quello di definire e proporre uno stile di cucina consapevole ed eco, dove eco significa sia ecologico (riutilizzando avanzi dei cibi e riducendo i consumi energetici) che economico: «Ogni piatto costa fra uno e due euro. Ogni ricetta sfrutta sempre uno scarto e richiede pochi altri ingredienti, sempre presenti in dispensa».

La ricerca di Lisa è iniziata nel 2004 quando con Tommaso ha iniziato a ricercare modi per cucinare a impatto zero per amici e conoscenti, dando vita a un vero e proprio laboratorio di cucina creativa.
Dopo qualche anno Lisa e Tommaso avevano già collezionato un centinaio di ricette: il libro era praticamente fatto, mancava solo un editore. Nel frattempo Lisa - con molto entusiasmo - ha aperto il blog Ecocucina per raccontare delle sue sperimentazioni e presentare le ricette. Poco dopo l'editore è arrivato e oggi il libro è in vendita.

Lisa ne è molto orgogliosa e racconta come per lei sia non un risultato raggiunto, ma un passaggio fondamentale di un processo più ampio, e ancora da inventare: «Il percorso è stato decisamente originale rispetto al solito: avevo i contenuti ancora prima di un pubblico e di un editore. Da sempre penso che sia "cucina" che "eco" siano due temi forti e di sicuro interesse per tutti e quindi ho creduto nel progetto, dedicando tempo al blog e alle relazioni che ho sviluppato grazie a esso. Ho imparato moltissimo, ma so che non è ancora finita: ho ancora tantissime cose da sperimentare».

Lisa sa quali armi usare per risultare provocatoria, e non si limita a pentole a pressione e passaverdura: nel suo blog presenta anche ricette di piatti cotti… in lavastoviglie. «A tutti gli effetti si tratta di una cottura a vapore a bassa temperatura, che sfrutta i consumi energetici che comunque sarebbero stati prodotti per lavare i piatti». Basta prestare attenzione ai contenitori utilizzati: barattoli a chiusura ermetica o sacchetti per la conservazione a sottovuoto da mettere fra piatti e tazze sporche.
Al termine del lavaggio si apre lo sportello e si estrae un sugo per condire la pasta, un secondo a base di molluschi o un contorno ricco di fibre e vitamine. Di sicuro è un modo per stupire gli ospiti.

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RISULTATI
jutta 50 mesi fa

vorrei sapere gentilmente la tua ricetta del dado vegetale che hai prererato in tv. mi riccordo che l'hai fatto seccare e che hai usato tutti gli avvanzi di verdure, buccia di cipolle compreso. ti sarei davvero grata se mi mandassi la ricetta

mara colombo 54 mesi fa

trovo tutto favoloso io non butto i guschi noci,pistacchi,nocciole,semi zucca ecc. li getto sopra le pinte compreso le pigne, da dove tolgo i pinoli.seguo la trasmissione con vivo interesse.comprero il tuo libro continua cosi.

grazia 63 mesi fa

bè, insomma, per non buttare nessuno scarto sapete cosa ho sempre fatto? Qualsiasi scarto di verdure più bucce della frutta (eccetto naturalmente agrumi, meloni, e banane) croste dei formaggi, carapace dei crostacei, spine e teste pesci, gusci d'uovo, ritagli carne ecc., insomma TUTTO, ho sempre avuto l'abitudine di bollirli, frullarli aggiungere spezzatura di riso trasformando così l'umido della cucina in pappa per cani dall'odore naturalmente strano ma molto apprezzato dal nostro cane di grossa taglia. Era di una razza debole alle zampe posteriori ma riceveva in questo modo nutrimenti migliori delle scatolette, non chiedeva mai da bere e in più aveva un pelo meraviglioso.Non si è mai ammalato e il veterinario che lo vedeva solo per le vaccinazioni non faceva che complimentarsi per la dieta pur non sapendo cosa mangiasse. E' un'altra idea per non buttare niente, non vi pare?

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