Le ricette dei designer

23 novembre 2010 
<p>Le ricette dei designer</p>

La prima volta, con Le ricette dei designer (Ed. Compositori 2009), hanno vinto il Premio Selezione Bancarella della Cucina 2010. Ora, con il secondo volume di questa inedita interpretazione culinaria, raddoppiano il numero delle proposte-ricette (70 nel primo volume, 130 nel secondo) ma non cambia il filo rosso che le unisce: il design che si mette ai fornelli.

Con Le ricette dei designer 2 (Ed. Compositori 2010, 19 €), infatti, progetti e design si mescolano sotto il segno del cibo; architetti, progettisti e creativi partono dai propri piatti preferiti, dai ricordi alimentari dell'infanzia e dalle suggestioni culinarie che li hanno sedotti (o che li seducono tuttora) per trasformarli in veri e propri progetti creativi commestibili.

Del resto, come sottolinea nell'introduzione il presidente della Triennale di Milano Davide Rampello, «in cucina, intesa come bottega artigiana, tutto è design, perché tutto ciò che vi si produce è progettazione».

I designer non abbandonano dunque i classici strumenti di lavoro che caratterizzano le loro professioni - matita, bozzetti, schizzi - ma piuttosto li integrano con una batteria da cucina al completo. E il risultato è una galleria di suggestioni fatte di fotografie colorate, suggerimenti pratici, work art da combinare nel piatto:  Paolo Barichella rivisita una ricetta rinascimentale attraverso Il Trittico alla Mantegna (o forse è il contrario?), Roberto Paoli ridisegna lo skyline di New York con una macedonia (la Manhattan fruit salad ), Giulio Iacchetti gioca con la Polenta alla "Scacabarozzi" e le architetture torinesi.

E per gli irriducibili esterofili, fra le guest stars c'è anche uno dei designer fra i più imprevedibili: Karim Rashid.

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