L'oro in bocca

10 dicembre 2010 
<p>L'oro in bocca</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Una volta era il mattino ad averlo, oggi è una moda che coinvolge il mondo del lusso più sfrenato e bizzarro. Non fanno eccezione i vip dell'italico stivale che impreziosiranno le migliori portate, presentate sui loro deschi natalizi, con trucioli, scintille e scaglie del nobile metallo.

Non è una pazzia (o almeno non del tutto), sia gli Stati Uniti che l'Unione Europea autorizzano la consumazione dell'oro se accompagnato da un additivo colorante, l' E-175. In Giappone c'è chi lo consiglia per i suoi "straordinari" poteri curativi, nel mondo del lusso è invece l'ingrediente più "in" per caratterizzare piatti di classe.

Ad onor del vero già la potente famiglia degli Sforza aveva l'abitudine di aggiungere l'oro all'altrettanto prezioso zafferanno, nella preparazione del risotto alla milanese e il decano della gastronomia di qualità italiana, Gualtiero Marchesi, condisce il suo piatto più bello e solare proprio con il giallo metallo, "riso e oro".  I nostri "cugini" spagnoli ci hanno però superato, è infatti iberica la prima impresa specializzata in piatti "dorati" ed è così possibile comperare un barattolino di polvere d'oro o il dispensatore di pagliuzze da passare però solo ai commensali più parsimoniosi!

 

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