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Lezioni di cucina... al cinema

11 gennaio 2010

Ci sono film che devono il proprio titolo a un piatto e altri che rievocano situazioni conviviali. Pellicole in cui il cibo è un mezzo per dire (o far dire) tutt'altro e altre in cui una ricetta fa da perno a tutta un'avventura. Insomma, il cibo dice molto: di chi lo prepara, di chi lo mangia e di chi lo guarda sul grande schermo…

«Anche per mangiare una noce ci vuole una tovaglia» (la domestica Manuela in "L’eleganza del riccio", Barbery Muriel, in questi giorni nelle sale italiane nella trasposizione cinematografica di Mona Achache, Il Riccio). Visto con gli occhi di questa insospettabile raffinata gourmand, va da sé che ogni dettaglio della tavola debba essere semplicemente perfetto, perché diventi espressione di una filosofia di vita: noi per primi siamo i destinatari delle nostre stesse attenzioni.

IL CONSIGLIO: non aspettare di avere ospiti per prestare attenzione anche i più piccoli dettagli. Anche le cose più semplici possono diventare un momento di piacere per noi sole. A partire, per esempio dal te: da preparare in foglie, dimenticando le (più comode ma tanto più prosaiche) bustine già pronte; e da servire con dolcetti sempre freschi e se possibile preparati a mano, magari disposti dentro delicate corolle di carta colorata o avvolti in sete preziose.

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