TENDENZE

15 febbraio 2010

Aprono e chiudono alla velocità di una mezza stagione o di un solo mese. Sono i temporary shop o pop up store, negozi, ma anche ristoranti e sale giochi, che hanno vita breve ma un appeal e un seguito di clienti in crescita. Il fenomeno è nato intorno al 2002 in Gran Bretagna e si è diffuso negli States e poi nel resto d'Europa. L'idea vincente è quella di concentrare l'attenzione per breve tempo su prodotti e servizi specifici, utilizzando location inedite ed esclusive. E in Italia da un paio di anni è nata Assotemporary, l'associazione dei temporary shop.

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Boutique apri e chiudi

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Non c’è un brand della moda che non abbia sperimentato con successo la strategia dei temporary shop: basta citare gli esperimenti “a tempo” di Prada a Parigi, di Gucci a Miami o di Adidas a Milano. Di solito il negozio “a tempo” precede di qualche tempo la nascita di una boutique o viene utilizzato per il lancio di una linea particolare. A Parigi fino al 28 febbraio Céline ci aiuta a ingannare l’attesa per l’apertura della nuova boutique in Avenue Montagne con un pop up store al 24 di Rue François 1er: uno spazio in cemento grezzo e legno, con gli abiti appesi alle tubature idrauliche.
In Italia a Milano appuntamento con il temporary di Bottega Veneta, dedicato al Giappone e con una collezione disegnata esclusivamente per l’occasione dal direttore creativo Tomas Maier, dal 15 al 18 aprile in via Marelli 4, in occasione del Salone del Mobile 2010.

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