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Lo chef? Fa lezione di disegno

10 marzo 2010

Ore 9, lezione di disegno. Ore 10, tutti ai fornelli. Ore 12, il pranzo è servito. Chi lo dice? Lo chef, naturalmente. Che non si mette a pasticciare - come forse si immaginava un tempo - fra padelle e tegamini alla ricerca del colpo di genio in punta di forchetta. Ma studia, si prepara e disegna. Sì, avete letto bene: disegna. La composizione di un piatto, la disposizione di un ingrediente o di una decorazione, la suggestione di un momento, o di un'emozione. Che poi diventano gusto e consistenza. A Identità golose 2010 una dozzina di chef hanno esposto nello stand San Pellegrino i bozzetti di alcuni dei piatti realizzati nel tempo, in una micro mostra che la stessa San Pellegrino potrebbe presto riproporre in giro per l'Italia. Nell'attesa, noi siamo riusciti ad averne - è il caso di dirlo - un piccolo assaggio...

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Nel blu dipinto di blu

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Loretta Fanella, enfant prodige della pasticceria con frequentazioni altolocate (da Adrià a Cracco all’Enoteca Pinchiorri), ha mani piccole e aggraziate. E non potrebbe essere altrimenti, viste le sue meravigliose composizioni dolci. Perché dire semplicemente “i suoi dolci” sarebbe davvero riduttivo. Può “dipingere” un affresco autunnale con piccole scaglie di cioccolato a ricordare le foglie cadute, usare gelatina blu come fosse l’onda del mare d’estate. E trasformare candide meringhe in uccellini che sembrano sul punto di volare via. Come nel bozzetto che raffigura il piatto "Arriva la primavera". Se volete provarci anche voi, ha pubblicato di recente Oltre (ed. Avanguardia Culinaria 2010, 82 euro).

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