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La seconda vita degli oggetti quasi estinti

07 aprile 2010

Quasi senza accorgercene gesti che prima erano quotidiani tutto d'un tratto spariscono. Telefonare da una cabina, mandare una cartolina o un telegramma, impilare floppy disk sulla scrivania, soffiare sulla carta della Polaroid in attesa del miracolo dell'immagine che nasce o giocherellare con il filo del telefono durante una conversazione. Erano gesti normali, ora sostituiti da altri, diversi e tecnologizzati. Che fine hanno fatto questi oggetti del passato recente?

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Nuova era per cartoline e telegrammi

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Comprare una cartolina, scrivere qualche riga sul retro, affrancare e imbucare sono gesti sempre più rari. Le cartoline si spediscono online o si mandano semplicemente mms con dediche. Eppure i vecchi rettangoli di carta sono sempre tenacemente presenti nelle tabaccherie e nei chioschi di tanti luoghi d’arte o di villeggiatura. Su Dawdlr le cartoline rivivono in versione ironicamente “social”. Nell’epoca di Twitter e Facebook in questo sito vengono pubblicate, con una voluta e inesorabile lentezza, cartoline spedite dai visitatori di ogni parte del mondo. Il testo scritto nel retro è la classica domanda che appare sui social network: che cosa stai pensando ora? E i telegrammi? Resistono, ma appartengono ormai al passato. Per dichiarazioni importanti e dal gusto delicatamente vintage su Telegram Stop i telegrammi vengono spediti a casa, con un formato e caratteri tipografici rigorosamente old style.

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