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Famiglia e lavoro: come cambiano le aziende

16 luglio 2010

Famiglia e lavoro: qualunque donna, soprattutto se ha dei figli, sa che conciliare questi due aspetti può essere molto duro. E se da un parte è vero che l'Italia fatica ad affermare politiche di family welfare per sostenere le lavoratrici, è altrettanto vero che qualcosa si muove. Lo dimostrano progetti come Moms@Work, il servizio di intermediazione professionale promosso da Gi Group e dedicato alle mamme che vogliono riposizionarsi in maniera adeguata nel mercato del lavoro (nel convegno dello scorso 24 giugno sono stati presentati i primi risultati >> vedi l'articolo), ma anche le iniziative e le soluzioni messe in atto da alcune aziende. Quadratura del cerchio? Forse no, ma qualche volta le cose non sono poi così impossibili. Ecco qualche esempio per crederci.

Precedenti Successivi

Autogrill, part-time su richiesta per tre anni

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Con un 60% di dipendenti donne, anche in Autogrill avere delle efficienti politiche di sostegno alla famiglia è una scelta di business oltre che di intelligenza sociale. E non a caso parliamo di “sostegno alla famiglia”, perché se è vero che la maternità è femmina - e quindi per esempio alcune soluzioni, come il part-time delle neo mamme che può essere esteso fino ai 3 anni compiuti dal pargolo, e il Maternity Kit sviluppato proprio quest’anno che mette insieme tutte le informazioni pratiche sulla maternità, sono al femminile - è anche vero che i figli hanno anche dei papà. E quindi  anche loro possono portare i propri bimbi agli asili convenzionati (con un contributo versato dall’azienda) , o approfittare dei campus estivi organizzati nei dintorni delle sedi di lavoro. Risultato? Anche i papà scoprono che stare con i propri figli può essere gratificante e non necessariamente penalizzante per la carriera. E in Autogrill il 10% di loro (sul 34% totale di chi lo ha chiesto) ha scelto il part-time. Al posto della mamma.

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