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Crowdsourcing: l'unione fa la forza

28 marzo 2011

In America il cosiddetto crowdsourcing (letteralmente "generare dalla folla") è ormai una realtà consolidata: ogni giorno, migliaia di persone uniscono le forze per seguire un progetto e condividerne oneri e onori. Che si tratti di scrivere un libro, girare un film, inventare un nuovo business o più semplicemente creare un gruppo di acquisto, la parola d'ordine è collaborazione; ciascuno mette a disposizione consigli, talento, risorse e idee, a seconda della propria disponibilità. Qualcosa si muove anche in Italia...

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Il pranzo è servito

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A New York ha aperto il primo ristorante crowdsourcing al mondo. What Happens When, questo il suo nome, è un esperimento unico nel suo genere: ha debuttato a novembre 2010 e resterà aperto per soli 9 mesi, in attesa di capire se l'idea può funzionare o meno.

È gestito da un team di chef, designer e dj, ma ad avere voce in capitolo sulle sue sorti sono in molti di più. Ogni 30 giorni, infatti, il menù, l'arredamento e lo stile del locale vengono completamente rivoluzionati a seconda degli input che arrivano dai clienti, che dopo ogni cena sono invitati a lasciare i propri consigli e suggerimenti al personale.

Non solo: gli avventori possono anche fare una donazione libera per acquistare delle “quote” del ristorante, diventando ancora più partecipi della sua gestione.

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