TENDENZE

Trame diverse

05 settembre 2011

Cotone, lana, seta… e poi? Sono oramai diverse le fibre che si possono usare per ottenere tessuti che poi si trasformano nei più disparati capi di abbigliamento e accessori. Tutte, dalla più lussuosa alla più umile, hanno però una parola d'ordine che li accomuna: sostenibilità. Senza che questo significhi rinunciare alla qualità (anzi!) e al tocco fashion.

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Ortica dolce ortica

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Si chiamano Produttori Indipendenti, ed è un progetto voluto da Massimo Pinzan per riunire artigiani tessili esperti, in modo da accorciare il più possibile la filiera produttiva e renderla quanto più possibile responsabile, solidale, trasparente e completamente made in Italy.

E’ loro l’idea di usare le ortiche per ottenere un tessuto da colorare poi in modo completamente naturale: terre, cacao, liquirizia, verdure, fiori e concentrati di frutta.

In più, la tintura avviene con una tecnica detta faded; ottenuta a temperatura ambiente (quindi non spreca energia), non inquina, consuma poca acqua e resiste a sudore, luce del sole e lavaggi frequenti. I capi si comperano on line, e niente paura: non pungono!

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