Anche alle mamme serve l'Mba!

22 giugno 2011 
<p>Anche alle mamme serve l'Mba!</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Style.it  incontra ogni settimana una mompreneur, una mamma imprenditrice che ha preso in mano la propria vita dopo la maternità e si è creata una nuova carriera. Dopo Letizia di Bilinguismo per gioco, Monica ed Elaine di Mamma Fit, dopo Elena di Mamme in Radio, Patrizia di Mamma&LavoroEmer e la sua casa editrice per bambini e Serena con il suo blog, Kiersten Pilar Miller e il suo The Milk Bar, ecco la storia di Maria Luisa Sacchi, ingegnere di una multinazionale che ha inventato la prima enciclopedia on line dedicata alle mamme. Ecco la sua storia.

Non mi sono mai tirata indietro nella vita, a cominciare dagli studi. Ho frequentato il Politecnico di Milano, dove mi sono laureata in fretta in Ingegneria. Ho cominciato a lavorare nell'azienda dove avevo fatto la tesi per l'università. Ero ingegnere elettronico, un settore tecnico popolato perlopiù da uomini: viaggiavo in mezza Europa e lavoravo tantissimo. Come spesso accade, tanta dedizione non era ripagata con altrettanti riconoscimenti.

La frattura con l'azienda è cominciata durante la prima gravidanza: dopo 8 anni di lavoro indefesso, ho cominciato a dire dei no. Non volevo saltare su un aereo una volta alla settimana, non me la sentivo di tenere il ritmo di prima. Ho chiesto di rallentare un po', solo per i mesi della gravidanza, per tutelare la mia salute e quella del mio bambino. Non sono una che sta con le mani in mano e durante il congedo di maternità mi sono iscritta ad un Mba, sì, proprio il micidiale master che richiede un lavoro di studio e approfondimento (e lezioni da seguire) molto duro. È stato difficile gestire le prime ansie da mamma e la mole di impegno che la frequenza del Master prevedeva, ma ho tenuto duro: volevo crescere ancora in azienda, e mi sembrava un investimento ambizioso. Non lo fu: l'azienda mi bollò come ambiziosa e mi ostacolò, una volta rientrata dopo la maternità, nel concedermi i congedi di studio cui avevo diritto per legge.

Ho capito che qualcosa si stava incrinando per sempre, e ho cominciato a riflettere su che cosa volevo fare "da grande". La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il trasferimento in un'altra sede, molto più lontana della precedente. E la voglia di stare con mio figlio (unito al progetto di farne un secondo, come presto è avvenuto) cresceva sempre di più. Ho deciso di mettere in pratica ciò che avevo imparato all'Mba e trasformarmi in "imprenditrice di me stessa".
Con una scelta molto sofferta (ma meditata, anche col supporto di mio marito), ho lasciato il lavoro da impiegata e lanciato vari progetti nella Rete. Insieme all'amica Anna Casali, ho ideato WhyMum, prima enciclopedia on line dedicata alle mamme. È una community che risponde alle svariate esigenze delle neomamme, offrendo consigli on line di esperti (pediatra, ostetrica, psicologo, infermiera puericultrice e altro ancora) ma soprattutto i consigli delle "mamme più esperte". Un botta-risposta tra mamme, con sfoghi e richieste d'aiuto, che coinvolge oltre un migliaio di utenti registrate.

Non solo: sfruttando le competenze del marketing, settore di cui mi impegnavo in azienda negli ultimi anni, ho ideato due siti di e-commerce per giocattoli speciali per bambini, Bicisenzapedali.it e Bimboband.com, specializzati nella vendita rispettivamente di biciclette e strumenti musicali per bambini.
Al mattino lavoro, il pomeriggio mi dedico ai bambini. Facile? Niente affatto. Non esiste più lo stipendio sicuro e non sempre è facile incastrare tutto, ma è una sfida che affronto col sorriso sulle labbra.

E tu che ne pensi? Credi che il maschilismo di molte aziende sia la causa della rinuncia al lavoro di molte mamme? Pensi che mettersi in propria sia la soluzione giusta per conciliare vita e lavoro?

(Testo raccolto da Francesca Amé, 8.continua)

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RISULTATI
mesty 64 mesi fa

premetto, ho 24 anni e una figlia vorrei avere il secondo ma dall'alto ancora nn mi viene concesso....io a differenza vostra vorrei tanto rimanere a casa, vorrei occuparmi della mia famiglia...forse sarò all'antica ma per me è molto importante. io vi stimo tantissimo perchè volete riuscire in tutto e vi portate avanti cn tutti i problemi che vi assalgono. cmq se le donne cn tutti i meriti che hanno nn riescono ad andare avanti è solo perchè gli uomini hanno paura di sentirsi inferiori^^....d'altronte l'unico compito che hanno è qllo di portare i soldi a casa, e ultimamente nemmeno qllo riescono a fare meglio delle donne. notte a tutte.

Francesca 66 mesi fa

@Patrizia, infatti bisognerebbe parlare della "fuga dei cervelli femminili" dalle aziende, oltre che di quelli che vanno all'estero perchè non trovano un lavoro adeguato qui da noi

La solita vecchia storia, una donna che ha delle ambizioni e che desidera fare un percorso di crescita....orrore! che stia al suo posto e faccia quello che le si dice senza troppe storie...! E' il solito motivetto...e come dice Francesca un Master non viene visto come valore aggiunto ma guardato con sospetto... E' una bella storia, che mi fa capire ancora una volta che se c'è sostanza si può intraprendere una strada tutta nuova carica di soddisfazioni...peccato che certe realtà aziendali siano disposte a perdere talenti di questo tipo con leggerezza... Complimenti e WhyMum e grazie a Francesca per questa serie di testimonianze sempre imteressanti ;-)

Francesca 66 mesi fa

@bismamma, la cosa che mi ha colpito di piuù nella stortia di maria luisa è il fatto che un potenziale valore aggiunto per l'azienda (l'MBA, preso per giunta durante il congedo maternità almeno per il primo anno) sia stato guardato con sospetto, quasi che migliorarsi e avere ambiziosi non debba confacersi a una donna...

thumbs up!

bismamma 66 mesi fa

Sai che oggi ho scritto un post proprio sull'argomento donne e tecnologia? Spesso l'argomento è taglientissimo. Molti uomini credono che le donne - soprattutto se belle donne - non possano avere un bel rapporto con la tecnologia e molte donne, basano la propria esistenza sull'estetica e sull'esclusione della tecnologia per non sembrare nerd. È un circolo vizioso. Per quanto riguarda le aziende penso che il maschilismo e altri preconcetti siano sempre alla base del problema.Stessa solfa sempre! Spero che le mamme/donne che si reinventano cercando di alzare la cresta, facciano vedere quanto una donna potenzialmente sa valere e farsi valere dove il terreno non ha sabbie mobili ma saldi punti tenuti insieme dalla meritocrazia!

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