Vacanza studio: come sceglierla?

17 giugno 2011 
<p>Vacanza studio: come sceglierla?</p>

Quando noi mamme decidiamo di far vivere ai nostri figli un'esperienze linguistica in un college all'estero, ci troviamo di fronte a moltissime proposte, apparentemente simili ma che, in realtà, esprimono tipologie di offerta e livelli qualitativi molto diversi tra loro. Come possiamo dunque garantire ai nostri figli un'esperienza sicura, che arricchisca la lingua e dia loro la percezione che conoscere il Mondo sia - oltre che divertente- interessante e motivante?

Gli elementi di scelta sono diversi: il tipo di college, il tipo di sistemazione, la formula di viaggio-studio (individuale, minigruppo, gruppo), il tipo di corso da scegliere (scolastico, attività in lingua, misto), il paese e luogo di destinazione: Regno Unito, Irlanda o Stati Uniti? Città, provincia o grande college di campagna?

Di che far tremare i polsi. Pertanto, ecco alcuni consigli per assicurare ai "cuccioli" un buon college, e regalare loro settimane di crescita.

Se vogliamo avere la certezza di scegliere strutture davvero internazionali, con personale altamente qualificato e in grado di organizzare la vita dei nostri figli 24 ore al giorno proponendo loro un ricco programma di attività didattiche, sportive e artistico-culturali, dobbiamo scegliere solo scuole e college:

- che accettino, oltre ai gruppi, anche gli arrivi individuali, cioè: in grado di gestire individualmente ogni studente (anche se arrivato in gruppo); questo significa, in sostanza: prediligere le Boarding School ai Campus Universitari, cioè i college dedicati a bambini e ragazzi (fino ai 17 anni) che accolgono durante l'anno scolastico i ragazzi del posto, e d'estate studenti da tutto il mondo;

- con una elevatissima internazionalità ; questo di conseguenza esclude le strutture che accettino solo gruppi, nelle quali l'esperienza linguistico-culturale è ridotta dalla predominanza del gruppo di italiani. Oltre a non essere proficua a livello linguistico, questa soluzione genera nello studente la percezione di non essere in grado in modo di vivere un'altra lingua e conoscere un altro paese.

- che, nella formazione delle classi e nell'assegnazione delle camere, considerano lo studente singolarmente, garantendo il mix linguistico: questo permette una reale relazione tra ragazzi provenienti da tutto il mondo, eliminando l'isolamento linguistico dei gruppi.

- con programmi valorizzati da esperienze concrete: di mattina attività d'aula in classi internazionali, di pomeriggio e di sera attività interdisciplinari (fotografia, moda, teatro, calcio o equitazione, solo per fare qualche esempio) ed escursioni alla scoperta della città che li ospita; la lingua va appresa attraverso il suo utilizzo:più si è coinvolti in ciò che si fa più la lingua diviene un veicolo del pensare e del fare;

- allo stesso modo che, se propongono uno sport, garantiscano la presenza di un trainer specializzato: è importante che le proposte sportive siano lezioni di sport in lingua, non la semplice messa a disposizione delle strutture sportive;

- certificati e accreditati dagli Enti locali preposti (come British Council o EnglishUK): non si tratta di un semplice "bollino commerciale", gli organismi di certificazione anglosassoni sono rigidi tanto nella definizione degli standard di qualità quanto nella verifica della loro applicazione.

Un consiglio a tutte le mamme: indipendentemente dal luogo in cui i nostri figli imparano l'inglese, devono considerare la lingua come un mezzo per conoscere il mondo, esprimersi in attività artistiche o sportive, conoscere nuovi amici e sentirsi cittadini del mondo. Insomma: usare l'inglese per fare ciò che amano!

 

(Annalisa Cucco è Direttrice Tecnica e Didattica di TSA - Travel Studies Association)

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