Mhug, l'abbraccio di ogni mamma

20 luglio 2011 
<p>Mhug, l'abbraccio di ogni mamma</p>

Style.it incontra ogni settimana una mompreneur, una mamma imprenditrice che ha preso in mano la propria vita dopo la maternità e si è creata una nuova carriera. Dopo Letizia di Bilinguismo per gioco, Monica ed Elaine di Mamma Fit, Elena di Mamme in Radio, Patrizia di Mamma&Lavoro , Emer e la sua casa editrice per bambini e Serena con il suo blog , Kiersten e il suo The Milk Bar, Maria Luisa e il suo WhyMum, Lorenza, ideatrice di Easybaby.it, Carlotta, fondatrice di Radiomamma, ecco la storia di Lucia Negri, imprenditrice e fondatrice del marchio Mhug.

Non mi sento propriamente una mompreneur: la maternità non mi ha fatto cambiare lavoro - sono esperta di comunicazione, ho diretto Fashion Tv e sono nel cda di varie aziende - ma lo ha arricchito con nuovi stimoli.
Con Alli Beltrame abbiamo ideato il brand Mhug, che letteralmente vuol dire "abbraccio di mamma". È un universo su misura per mamme, il cui prodotto di punta è il Mei Tai, da noi brevettato su modello dei marsupi che si usano in Asia.

L'idea mi è venuta durante la maternità: avevo esigenza di viaggiare molto, per lavoro, con il mio bambino piccolissimo e volevo allattarlo e portarlo con me. Questo marsupio, così diverso da quelli tradizionali, s'ispira a quelli usati dalle donne asiatiche, ma con alcuni accorgimenti studiati da medici italiani per permettere una seduta migliore. Ci abbiamo aggiunto un tocco glam, con fantasie piacevoli per mamme che non vogliono rinunciare all'eleganza, e alcuni accessori coordinati.

Dopo i primi modelli artigianali abbiamo deciso di lanciarci verso una produzione industriale: abbiamo uno showroom a Milano, in via Caminadella, e un negozio on line che funziona bene, anche grazie al passaparola e ad alcune testimonial (come Paola Maugeri o la vj Carolina Di Domenico) che spontaneamente hanno scelto Mhug per portare in giro i loro bambini.

Più comodo dei normali marsupi perché permette un appoggio migliore sulle anche delle mamme e una postura più corretta per i bambini, il Mei Tai è piaciuto subito alle mamme italiane e per noi è stata una grande soddisfazione. Abbiamo lavorato molto per questo. Confesso che ci siamo lasciate tentare dal "made in China": avremmo avuto margini ben più alti, ma il pensiero che un prodotto pensato per i nostri piccoli potesse venir fatto magari da altri bambino o da donne sottopagate ci ha fatto subito desistere. Abbiano scelto una filiera italiana, e abbiamo coinvolto in laboratorio di sole donne in Veneto per la produzione.

Il marchio che abbiamo creato ha però anche un'altra ambizione: intende promuovere in Italia il babywearing, ovvero l'arte di indossare il proprio bambino, un'arte che fa bene al piccolo ma anche tanto bene alla sua mamma. Idee future? Vogliamo ampliare la gamma di prodotti (oltre al Mei Tai, c'è il Mhug Sling in seta o velluto, e il Bambolo Wrao, in fibra organica di bamboo), allargarci al mercato europeo e per questo in futuro ci piacerebbe poter collaborare con alcuni stilisti italiani per la scelta dei motivi e delle stampe dei marsupi.

(testo raccolto da Francesca Amé 11.Continua)

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