Com'è stato che sono diventata nonna

30 settembre 2011 
<p>Com'è stato che sono diventata nonna</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Quando mia figlia mi annunciò di aspettare un bambino avevo 50-e-qualcosa anni e molti progetti.

Sognavo un viaggio (rivedere New York!), pianificavo un'operazione di blefaroplastica per ridurre il gap tra la mia età anagrafica e quella percepita, mi dedicavo a tempo pieno al mio lavoro e contavo altresì di sviluppare un piccolo progetto imprenditoriale: l'apertura di un B&B. Inoltre, mi ero iscritta a un corso di inglese e avevo appena acquistato un abbonamento per la stagione teatrale.

Un nipotino non era previsto. A dirla tutta, non mi allettava nemmeno l'idea: tutte e tre le mie figlie erano finalmente autonome, avevano una propria vita. E io potevo finalmente concentrarmi sulla mia.

L'idea di ricominciare la grande saga dei pannolini, degli svezzamenti e dei cicli scolastici, mi disturbava - anche se vissuta per interposta persona. E poi: nonna, io?

Le nonne che conoscevo erano persone molto anziane e molto lamentose, fisicamente alle prese con acciacchi che neanche capivo, e mentalmente ferme in un passato che sentivo estraneo. Io ero ancora proiettata nel futuro. E mi sentivo giovane, anzi: lo ero!

Quindi davanti alla notizia, anziché gioire, mi chiusi in un silenzio sgomento. Da un lato avevo una figlia spaventata all'idea di diventare mamma, dall'altro c'ero io, terrorizzata all'idea di diventare nonna.

Cosa fa una nonna? Come interviene? Che tipo di aiuto dà? Non lo sapevo: fino a quel momento ero stata solo mamma.

A venirmi incontro fu il pediatra che visitò la nipotina per le dimissioni dall'ospedale. Mi fermò sulla porta dello studio e disse semplicemente: «Lei, signora, è la mamma. E lei, signora, è la nonna». Si può dire che io, mia figlia e mia nipote siamo nate in quel momento nei nostri rispettivi ruoli.

Nel frattempo la mia vita è continuata, persino seguendo sentieri più tortuosi del previsto. Ho lasciato il mio lavoro e aperto quel B&B, ma non ho mai fatto quell'operazione di blefaroplastica e non sono mai più tornata a New York.

Non ho neanche imparato l'inglese, perché ogniqualvolta mi spingessi oltre il «Would you like a cup of tea», nasceva un nuovo nipote e io interrompevo la frequenza dei corsi.

Però sono stata due volte in Nuova Zelanda, dove vive la mia secondogenita con i suoi bambini, Scott e Anna. L'inglese lo sto imparando da loro: facciamo lunghe conversazioni in Italiese, su skype.

Per la figlia geograficamente più vicina, invece, penso di essere stata fondamentale: lo stato non offre grandi aiuti né servizi alle mamme lavoratrici, io invece riprendevo le nipotine da scuola e le tenevo con me fino alla chiusura dell'ufficio. Un impegno talvolta pesantissimo, talvolta entusiasmante.

Ho scoperto che l'amore per i nipoti, libero dalle responsabilità genitoriali, è struggente e intenso. A distanza di anni, mi accorgo con gioia di essere riuscita a trasmettere ai miei nipoti la parte migliore di me: l'amore per la natura, il gusto della scoperta, una certa incoscienza nell'affrontare la vita, e un senso dell'umorismo un po' surreale. Oltre che la passione smodata per i dolci a fine pasto, per assecondare la quale ho insegnato loro a preparare torte e biscotti. Ma non è questo che fanno le nonne?

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RISULTATI
crudelia7 63 mesi fa

Io ho reali possibilità di diventare una nonna giovane. Spero di essere un giorno alla Sua altezza e a quella di mia madre.

geppo 63 mesi fa

Cara Sig.ra Silvana, conosco suocere che guardano l'agenda per vedere se fra tre mesi possono venire a prenderti i bambini a scuola, o sapendo che tra una settimana cominciano le vacanze scolastiche dichiarano "tu tanto Geppo non lavorerai quei giorni, per cui non so, fammi sapere se hai bisogno, ma sappi che ho 3 (tre) tornei di golf per cui fa un po' te....." Mai un offerta spontanea, una visita non prevista, un portare i bambini al cinema cosi', senza motivo. Santa Silvana prega per noi!!

silvana 63 mesi fa

Ross, la mia, di mamma, ti direbbe di baciarti i gomiti! noi abbiamo ancora nel cuore la notte passata al mitico B&B. (e che voglia di tornare). sarà il nome...

sara boriosi 63 mesi fa

Mamma, sei una grande! E ricorda che io sono ancora "solo" tua figlia.

paola 63 mesi fa

ecco, il mio rimpianto nell'essere una madre attempata è proprio questo: non farò in tempo ad essere una nonna in gamba!

silvana 63 mesi fa

Mi sono commossa.......ma sicuro che parlate di me? Sandro, mio marito, dice che è un ritratto preciso ma io non me ne ero accorta. Ma certo che posso adottare ancora qualche figlia, essere impegnata mi aiuta, mi stimola a guardare in avanti e non ho tempo per voltarmi. E tu Elisa cara, quando è un pò che non ti sento, mi manchi, spero di mantanere sempre vivo il nostro rapporto. Però devo dire la verità, riesco a fare tutto perchè Sandro, mio marito, mi dà una mano, mi segue e, fra un battibecco e l'altro, mi sostiene e finisce col fare.....come dico io. p.s. Maghi e "Amica cinica", fatevi avanti.

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