Una risata vi conquisterà!

12 ottobre 2011 
<p>Una risata vi conquisterà!</p>

Style.it incontra ogni settimana una mamma che, per motivi diversi, ha deciso di cambiare lavoro e di mettersi in proprio diventando imprenditrice. Dopo la storia di Chiara Orlandini, architetto che ha aperto in campagna un b&b, di Federica Zagari, che dal mondo della finanza è passata a quello dei bambini, e Sabrina Tassari, fondatrice della Grotta del Sale, oggi è Francesca Sanzo, ma forse la conoscete meglio come Panzallaria, a raccontare la sua avventura.

Conciliare la scrittura con il web, in un lavoro che mi permetta di essere economicamente tranquilla ma anche interiormente soddisfatta. Obiettivo ambizioso? Lo so, lo era. E ci sto ancora lavorando.
Tutto è cominciato quasi per caso: dopo una laurea in Lettere e un master in comunicazione informatica, mi sono buttata sul web. Da subito ho capito che il lavoro da dipendente mal si conciliava con la necessità di essere creativi e innovativi e con una mossa di grande tempismo decido di mettermi in proprio. Il giorno dopo scopro di essere incinta. Tutto questo accadeva a Bologna, cinque anni fa. Inutile negare: è stata dura, agli inizi.

Ho anche sofferto di depressione post partum e agli inizi il mio blog è stato un modo per esorcizzare la solitudine e aprirsi agli altri. Ho scelto la cifra dell'ironia, perché è quella che mi è più congeniale. Il blog è stato però un trampolino di lancio: ho cominciato a lavorare sempre più come web editor e professional blogger presso vari clienti. Insomma, cominciavo a rialzare la testa. È durato poco perché nel 2008 scopro di avere una malattia immunitaria che, inizialmente, i medici non sapevano come curare. È stato un periodo duro (mi definivo "la donna rettile" perché avevo un aspetto orribile), ma ne sono uscita. Per fortuna non è grave. Quella esperienza però, più che la maternità, è stata la molla che mi ha fatto capire che volevo "vivere bene", anche sul lavoro. Basta perdersi dietro a lavori inutili o frustranti: volevo fare qualcosa di mio. Ho trasformato il blog nello spettacolo teatrale La rivincita del calzino spaiato, che è andato molto bene e ha ricevuto buona critica. Quella era la strada.

In questi anni ho rinunciato più di una volta a contratti a tempo indeterminato (dall'ultimo ufficio sono scappata dopo una feroce azione di mobbing da parte del mio capo) e da allora lavoro su progetti: il teatro e il web, dove opero come web content e web editor. Si è aggiunta poi la collaborazione con Il Fatto Quotidiano dove, anche da esperta di comunicazione web, parlo dei fatti dell'Emilia Romagna e di buone pratiche al femminile.

Da mompreneur (di me stessa) mi sento di consigliare a qualsiasi madre che voglia mettersi in proprio di costruirsi subito una rete professionale (non solo sul web) perché ogni buona idea necessita di un tessuto su cui essere realizzata.
È importante crearsi poi un team di lavoro (come ho fatto io per lo spettacolo e per il progetto di Donne Pensanti , anche se per ora è solo a scopo di volontariato)  perché le idee si nutrono delle energie di più persone. Se possibile, suggerisco almeno nel primo periodo di mantenere il lavoro da dipendente (io ho fatto così): è dura, ma permette di avere una maggiore sicurezza economica.

Ecco, i soldi. Ora guadagno molto meno di prima, ma nella libera professione è così e non bisogna spaventarsi. I progetti hanno in media bisogno di un paio d'anni per carburare a dovere. Infine, mai "sedersi sui propri progetti": in una realtà fluida come la nostra, è bene ripensare le proprie idee ogni due o tre mesi, per ritarare gli obiettivi.

(testo raccolto da Francesca Amé, 15.continua)

E voi che ne pensate? Avete un progetto imprenditoriale e non sapete come realizzarlo? Perché non ce lo raccontate? Scrivete qui!

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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

Francesca 64 mesi fa

@Panzallaria, sante parole, spesso quella tra donne è una "guerra tra poveri" ma non è col gioco al massacro che le cose migliorano.. ps. grazie per i complimenti, ma il merito è delle mompreneurs ;)

Panzallaria 64 mesi fa

@Morgauzy: verissimo quello che dici sul fatto che spesso siamo noi donne, sul luogo di lavoro, a farci maggiormente la guerra: è proprio una questione emotiva, secondo me, certe volte è come se ci sentissimo delle sopravvissute, di fronte a una scelta che è sempre una scelta granitica: fare carriera o avere figli. Non è vero, perché se ci pensiamo, possiamo dare un'impronta diversa alla nostra vita, ma insomma non è facile mettersi lì a ragionarci sopra con lucidità. Poi succede che torna la mamma dopo una gravidanza e la collega che ha dovuto lottare con il coltello tra i denti non si accorga che sta facendo pagare a lei quello che altri le hanno fatto prima o il fatto che ha subito l'idea di una scelta di non maternità. Insomma, l'argomento è spinoso e se ci metti il carico da 15 che ci hanno insegnato che pensare uomo fa professionale, mentre pensare donna fa seduta dal parrucchiere, il mefitico mix è pronto. Grazie a chi ha letto questa intervista e grazie a francesca che è bravi

Francesca 64 mesi fa

in effetti consco come "uome"....

Morgauzy 64 mesi fa

Oddio, le più iene sono le donne cmq..

Francesca 64 mesi fa

aggiungo che molte di noi (me compresa) dovremmo imparare a usare meglio l'arma dell'ironia, anche per farci spazio in un mondo maschilista (vedi mobbing) e coltivare i nostri talenti.

Morgauzy 64 mesi fa

Grande Panz! Abbasso il mobbing

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