Parto, anzi partiamo

11 maggio 2011 
<p>Parto, anzi partiamo</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Pronti via, il tema è servito, quasi obbligato trattandosi della nascita… di un blog. Il parto, dopotutto, è anche il motivo per cui voi vi farete un po' di fatti miei. Sono un papà. Due bambini, due parti. Scritto con la "i", mica con la "y", ché non è stata una festa. Lì dentro - in sala parto, intendo - non c'è stato tempo né modo per gioire per la nuova nascita. Solo di essere contenti che l'esperienza fosse finita.

Sono passati dieci anni dal primo e sei e mezzo dal secondo. Quei momenti li ricordo bene. Sono di quelli che, per scelta ha vissuto in diretta gioie e dolori del parto. L'alternativa - rimanere in sala d'aspetto, a pensarci - non l'avevo neppure considerata. Oggi scopro che, secondo una statistica della Società di diagnosi prenatale, la presenza del papà in sala parto aumenta il rischio di separazione della coppia. Resto dell'idea che valga la pena correre il rischio.

Ho "condiviso" il travaglio e poi il parto. Sì, lo so che le contrazioni non ero io ad averle, e che e non ho dato neppure una piccola spinta per far uscire i bambini. Ma c'ero, lì accanto. Durante il travaglio (infinito) per il primo figlio (che era una bimba l'avremmo scoperto dopo) ho avuto un'illuminazione. Ho finalmente capito il vero senso del ciclismo.

Non sono mai stato grande appassionato ma, in quel momento, vedere i tracciati dell'ago sulla carta mi ha ricordato le tappe del Giro d'Italia. Così all'approssimarsi di ogni contrazione, quando l'ago impazziva disegnando picchi inarrivabili, immaginavo fosse come una salita durissima: non ero io a pedalare, ma mi vedevo come quei tifosi che corrono a fianco del loro idolo per incitarli a tenere duro, ché la fatica era quasi finita.

Con il secondo figlio è stato tutto diverso.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).