La prima parola che ho pronunciato quando è nata mia figlia è stata: papà

11 maggio 2011 
<p>La prima parola che ho pronunciato quando è nata mia figlia è
stata: papà</p>
PHOTO GUIDO SCARABOTTOLO -

Avevo 32 anni. Prima e dopo ne ho dette (e pure scritte) molte altre di parole, ma nessuna che avesse conseguenze così radicali per la mia vita. Del resto, la rivoluzione non è un pranzo di gala e la nascita di un figlio è una rivoluzione. Ne consegue tutto il resto.


Non sapendo bene cosa volesse dire - nella pratica quotidiana - la parola "papà", ci ho messo dentro quello che ho voluto e potuto: tempo, oggetti, pensieri, errori, amore, cose viste e cose fatte insieme, ricordi belli e brutti. E ci ho pure scritto intorno un libro - con il "collega" scrittore Gianni Biondilllo, Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo (Guanda).


Oggi A. ha 10 anni e Z. 6 e mezzo; ogni volta che dicono "papà" ci sento tutto quel bagaglio invisibile che risuona insieme. Ogni giorno, ogni ora fa un suono diverso. Che mi piace sempre.

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