Grazie per aver partecipato

16 maggio 2011 
<p>Grazie per aver partecipato</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Con il secondo figlio è stato tutto diverso. Per restare in tema, uso ancora metafora sportiva: lì più che di una lunga gara ciclistica a tappe si è trattato di un veloce pit stop da formula uno. Ho fatto giusto in tempo a parcheggiare l'auto e a correre dentro, altrimenti me lo sarei perso.

La costante delle due nascite è la sensazione da spettatore in sala parto (non fraintendete: sapevo che non ero al cinema, e che la poltrona non era per me). Quando entri lì senti che l'atmosfera cambia. Non c'è poesia, si fa sul serio. Ostetriche, infermieri, dottori sono loro a dettare le regole, con senso pratico.   

I professionisti della nascita queste scene le vedono e le vivono in continuazione. Per loro è la norma, per me era l'eccezione, anzi l'eccezionalità. Così ho assistito/partecipato allo spettacolo live più splatter della mia vita. Senza lasciarmi prendere dal panico. Ripetendomi come un mantra che tutto stava andando come doveva andare. Cioè: bene (nonostante urla, fatica, dolore e sangue). Ancora sotto choc, alla fine del secondo parto mi hanno fatto tagliare il cordone, regalandomi l'illusione di aver messo fine a tutto. Con semplice "Zac".

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