Te lo ricordi il Luna Park?

29 giugno 2011 
<p>Te lo ricordi il Luna Park?</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Un tempo esistevano i Luna Park, e volevano dire autoscontri, calcinculo, labirinti di specchi e - al massimo - la casa delle streghe. Una superficie limitata e sicuramente facile da raggiungere; un modo per passare un pomeriggio diverso.

Ma il mondo evolve, le cose si trasformano e prendono nuovi nomi e dimensioni. Ed ecco i parchi dei divertimenti, che all'inizio sono progettati per esserlo, effettivamente, ma per strada si trasformano in tutt'altro. Superfici immense ubicate in posti troppo lontani da raggiungere; un modo per passare almeno un paio di giorni, minimo.

L'inevitabile certezza: capiterà, prima o poi, a tutti voi di subire la richiesta dei vostri figli che proprio lì vogliono andare. E anche se vi affannerete a cercare soluzioni alternative, purtroppo, alla fine cederet.

Del resto, provate a spiegare agli scriccioli che:

a) Topolino esiste solo , la vita reale è un'altra cosa (e dunque pagare reali 2.000 € per un pacchetto «chiavi in mano» di 3 giorni, dove le "chiavi" vi fanno aprire solo la camera da letto, ché tutto il resto è a parte, non ha senso);

b) non si può stare in coda per un qualsiasi gioco - se va bene - un'ora;

c) non si può stare in ansia durante detta coda, scrutando il proprio figlio e chiedendosi: «Sarà alto abbastanza? Vuoi vedere che ci rimbalzano?»;

d) è necessario avere pazienza con la mamma, che continua ansiosamente a domandare se il cuore giovane del suo bambino reggerà le acrobazie più folli;

e) non necessariamente il pensiero della mamma è sbagliato, e dunque può non essere divertentissimo fare cose pazze al limite del batticuore, scatenare l'adrenalina più estrema e procurarsi nausea irrefrenabile.

La certezza dell'inevitabile, dunque. Ma se ragioniamo così diventiamo vecchi prima del tempo, e non sia mai!

Scriccioli miei, volete davvero andare in un nuovissimo parco dei divertimenti? Sappiate che papà e mamma non vedono l'ora di passare giorni pazzi e divertenti come dei veri pirati.

(E non importa se devono portarsi una valigia piena di pazienza, di stabilizzatori dell'umore e un doppio bancomat, davvero).

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