Sarò mamma

23 agosto 2011 
<p>Sarò mamma</p>

Quest'anno io e la mia signora facciamo le vacanze a scacchi. In pratica per far fare più mare possibile alle bimbe, spalmiamo la vacanza su un mese e poi ci alterniamo a stare con loro.

Se la matematica non è un'opinione, ci toccano due settimane tutti insieme e una per ogni genitore da solo con la prole. Tra poco verrà la mia settimana. E non è assolutamente vero quel che si dice in giro.

Cioè: non è assolutamente vero che sono terrorizzato. Semplicemente, scelgo di parlarne prima, nel malaugurato caso non dovessi sopravvivere a quella settimana. A questa settimana.

Non è certo la prima volta che mi trovo solo con la prole, ma un'intera settimana al mare...be', non è ancora capitato. A 250 km dalla loro mamma, dalla mia, dai miei suoceri, dalla cameretta, dai giochi, dai libri, dalla scuola materna ed elementare, dal cortile, dagli amici.

La mia signora mi ha preparato un congruo manuale di istruzioni, sapientemente diviso per fasce orarie (colazione, pranzo, merenda, cena, notte) e comprensivo di tutte le principali attività. In pratica: dalla prima pipì del mattino all'ultima pipì prima della nanna.

Poi ha passato mezza giornata in cucina a preparare sughi e secondi da scaldare.

Poi mi ha mostrato e spiegato - sintomo per sintomo - il contenuto del cassetto delle medicine.

Poi mi ha fatto vedere dove stanno i vestiti, quali sono di quella grande e quali di quella piccola.

Ecco: mentre mi illustrava tutto questo, mi sono sentito vagamente un inetto. Eppure le tradizionali divisioni di ruoli non esistono più, no? Vero che no?

Mi ha ribadito forte e chiaro che le loro esigenze e i loro tempi vengono prima dei miei: il caffè col giornale, la sigaretta, lo spippolamento sul telefono, sì. Ma solo dopo che le creature sono adeguatamente accudite.

Per rincuorarmi ha concluso con un concetto semplice e rassicurante: la cosa più impegnativa sarà pettinarle. Essendo io completamente privo di capelli dal 1990, non ho infatti la minima dimestichezza con pettini e spazzole. Quella grande sa fare da sé e mi aiuterà a pettinare quella piccola. Ho sorriso: rassicurazione ricevuta, grazie.

Sarà una settimana piuttosto impegnativa, mi dico per tranquillizarmi. Poi penso che non posso barare anche con me, che le parole sono importanti. E quindi mi correggo: sarà una settimana campale.

Sono pronto. Sono pronto a diventare una mamma. Ho solo un grosso dubbio. Che in tutto questo vestire e lavare, fare la spesa e cucinare, imboccare e curare, pettinare e fare i compiti, mi restino anche il tempo e l'energia per fare il papà.

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