Il lieto fine mancante

23 settembre 2011 
<p>Il lieto fine mancante</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In certe cose, i figli sono diversi. Anche se i geni(tori) sono gli stessi. Noi abbiamo due femmine, una mammona (o mammosa) e l'altra no.

Quella mammona va per i 4 anni ed è quel tipo di bambina che, se vede un animale (anche in tv, anche disegnato) che non sfoggia un sorriso largo così, sa esattamente qual è il motivo della non-felicità : «Sta cercando (/aspettando) la sua mamma».

Il mondo così è più facile: si divide in quelli che hanno la mamma vicino e in quelli che - ahimé - no.

L'altra sera mettendola a letto le ho raccontato di Hansel e Gretel. Ce l'abbiamo presente tutti qui, sì? La matrigna costringe il povero taglialegna a mollare i pargoli nel bosco. A seguire: percorsi di sassolini e poi molliche, pianti e peripezie, una casa fatta di dolci, una strega cannibale, l'ossicino di pollo, la liberazione (per merito della ex-piagnona Gretel), la laida vecchia che crepa nel forno e i due bambini che se ne vanno con le tasche piene d'oro e gioielli (il tesoro della strega, appunto).

Tornano a casa, sopravvissuti e ricchi. E chi li accoglie? Il babbo strapentito (la matrigna nel frattempo era morta). Pentimento, lacrime di commozione, abbracci, allegria, lieto fine, titoli di coda. Buona notte amore, a domani.


E invece no.

No, perché la creatura mi contesta il fatto che «manca la mamma». Io riepilogo la vicenda della matrigna, spiego che la famiglia è più felice senza di lei (che era cattiva quanto la strega), ma ancora non basta. Non è convinta.

Allora propongo: «Dai, domani sera te la racconto ancora e cambiamo il finale: facciamo tornare la mamma». Le spiego che le fiabe si possono cambiare, mescolare, insomma sfodero uno dei miei cavalli di battaglia narrativi e lei mi prende così in parola che dice: «Allora cambialo adesso, il finale».

Già. Perché qui se non ricompare - e velocemente - la mamma, quella vera, non c'è lieto fine. Quindi - col consenso presunto dei fratelli Grimm - io resuscito la genitrice mancante. E vissero infine felici e contenti.

Poi mentalmente prendo appunti: anche in Pollicino si dovrà cambiare il finale. E non domani, adesso.

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RISULTATI

Toc toc, permesso? Ma, dico, il taglialegna-papi era lobotomizzato? Non so se l'oscar della cattiveria lo vinca proprio la matrigna, eh. ;-)

Zio Burp 63 mesi fa

like a tua figlia frà, ci sono anche bimbe con legittimi gusti più splatter... poi ovviamente dipende da età, carattere e relative paure

frà 63 mesi fa

a mia figlia piacciono tutte, anche quelle truculente

Zio Burp 63 mesi fa

eh... già, povero lupo, anche di lui si dovrebbe parlare prima o poi... Comunque, se posso permettermi un consiglio, preparati. A raccontare fiabe terribili (Barbablu) o tristi (La Sirenetta), perché a loro servono anche queste, vedrai. E poi nel dubbio, se ti (vi?) fanno paura... cambiatele!

Rossella 63 mesi fa

Io non ho nemmeno il coraggio di raccontare che il lupo viene ucciso dal cacciatore, figurari se faccio mancare la mamma!

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