Family circus

27 ottobre 2011 
<p>Family circus</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Venghino signori, venghino. Il grande spettacolo della famiglia sta per cominciare. È appena il caso di ricordare che non si tratta più di un one (wo)man show, solo al femminile con la mamma assoluta protagonista. No, oggi quello che va in scena ogni giorno è uno spettacolo corale.

Ci  sono le mamme-acrobate che saltano con agilità da una riunione di lavoro a un colloquio scolastico, da una visita dal pediatra al coso di danza e magari si ritrovano alle due di notte a trasformare con un pizzico di inventiva una torta confezionata in un dolce "homum made". Come nella commedia 0Ma come fa a far tutto? con una stralunata Sarah Jessica Parker che, messe da parte le chiacchiere goderecce di Sex & the City, atterra sul pianeta delle supermamme tuttofare.

Ma nel family circus quotidiano ci sono pure nonne e nonni trasformisti, che, delega alla mano, fanno le veci dei genitori portando a scuola i bimbi o ritirandoli agli orari impossibili delle uscite.  Hanno capito subito che le cose ai loro tempi andavano in maniera diversa (le donne stavano a casa e gli uomini avevano un posto fisso) e non ne fanno drammi, anzi si godono questo inatteso supplemento di over pate(mate)rnità . Con spensieratezza e perfetta efficienza.

Ecco le tate-stunt(wo)man, ideali controfigure (per chi se le può permettere) di mamme e papà. Fanno il lavoro grosso. Spingono passeggini stracarici, comprano gelati, preparano merende, si caricano cartelle sulle spalle, cambiano pannolini... Tutto insieme. Quando approdano al parchetto si siedono sfinite sulla panchina (ma senza darlo a vedere, ché stanno lavorando). E, con un coraggio da leoni, cercano di passare senza bruciarsi nel cerchio di fuoco della memoria, cioè di non pensare che dall'altra parte del mondo, magari, hanno un figlio della stessa età che non riceve da loro le stesse attenzioni.

Poi ci sono i papà . Che una volta erano specialisti in numeri di magia e clowneria. Ovvero nello sparire con abilità dalla routine familiare (magari per anni), salvo riapparire nei fine settimana con un carico di caramelle che faceva felici i bambini (e più ancora i dentisti). Per fortuna hanno cambiato repertorio e ora si dilettano, magari goffamente, in numeri di equilibrismo. Camminano sul filo tra cene da preparare al volo per figli affamati, compiti da (far) fare nei fine settimana e riunioni scolastiche segnate in agenda accanto a impegni di lavoro. E anche se la fune è sospesa a pochi centimetri da terra non importa. Va riconosciuto lo sforzo di mettere un piede davanti all'altro senza guardare giù.

(Non passerà molto prima di qualche spettacolare "passaggio in volo" di bambini dalle mani di papà-equilibristi a quelle di mamme-acrobate).

Infine ci sono loro, le scimmiette ammaestrate ovvero i bambini. Che imparano dagli esempi che vedono tutti i giorni, modelli genitoriali diversi. Meno rigidi e strutturati, più plastici e leggiadri. E che un domani diventeranno, chissà, a loro volta genitori circensi. Magari spericolati mamme o papà -trapezisti.

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