Bimbi iperattivi? Sul lettino dell'analista

17 maggio 2011 
<p>Bimbi iperattivi? Sul lettino dell'analista</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Non riesce a stare fermo, non rispetta l'autorità, ha difficoltà a concentrarsi a scuola oppure, all'asilo, a seguire le indicazioni delle maestre nelle attività con i compagni. È il bambino iperattivo e va curato. L'iperattività infantile è molto più diffusa di quanto non si pensi: Style.it ne parla con Uberto Zuccardi Merli, psicoanalista e presidente di Gianburrasca, Centro per il trattamento dell'iperattività infantile, insuccesso scolastico, inibizione, disturbi dell'attenzione e del linguaggio, nata in seno a Jonas, Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi.

Qual è la percentuale di bambini che in Italia soffre di questo disturbo?
«Tra il 2 e il 5 per cento dei bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni: il disturbo si può manifestare fin dall'asilo e diventa evidente con l'ingresso a scuola»

Si tratta di un disturbo fisico?
«No, il bambino iperattivo si caratterizza per un eccesso di movimento del corpo ma questo avviene perché è agitato nella mente. Ed è lì che bisogna lavorare per guarirlo».

Qual è il suo approccio al trattamento farmacologico?
«Sono contrario alla psichiatrizzazione forzata dell'infanzia: il farmaco va somministrato solo quando l'impossibilità di gestire l'iperattività del bambino è troppo alta, diventando così un pericolo per sé e per gli altri. L'approccio psicanalitico ritiene invece che all'origine dell'iperattività vi sia il rapporto del bambino con la legge, ovvero con l'autorità paterna e con le regole sociali in un momento in cui la stessa figura del padre si è indebolita».

Come andrebbe strutturato il trattamento psicoanalitico?
«La relazione con un terapeuta, attraverso una psicoanalisi infantile di una o due sedute la settimana, di un'ora e mezza ciascuna, può dare ottimi risultati. Ma non bisogna avere fretta. Spesso i genitori e la scuola fremono per vedere miglioramenti, quasi che questi bambini avessero solo dei deficit da normalizzare e nulla più».

Come mai ha parlato soprattutto al maschile?

«L'iperattività colpisce quasi solo i maschietti, per la tipica relazione di confronto/scontro con la figura paterna. Tuttavia, in una società sempre più portata ad uniformarsi all'unisex, l'iperattività sta cominciando a colpire anche qualche bambina».

Sull'argomento Jonas ha pubblicato interessanti volumi, come Il bambino iperattivo edito da Franco Angeli e presentato recentemente a Milano; particolarmente adatto alle mamme è Bambini fuori-legge, che ha un taglio divulgativo.

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RISULTATI

Ho un bimbo di 8 anni e faccio molta fatica a farmi ascoltare da lui. Secondo le sue reazioni constato che vi sono delle attinenze a questo disturbo.

bismama 67 mesi fa

Consordo con Francesca. A mio parere, trattandosi, del 2/5%, e quindi di numeri relativamente bassi, potremmo cadere nell'idea che "vuoi che sia capitato proprio al mio? Magari è solo vivace!". E superare lo scoglio dei pregiudizi secondo cui analista=malattia mentale, è molto dura. Io l'ho superato da me e non avrei problemi a mandare da uno psicologo uno dei miei figli, anzi, credo che ogni tanto faccia bene anche a chi di "veri problemi" non ne abbia. Tutti abbiamo un rospo da tirare fuori prima o poi! Il fatto è che facendolo si vivrebbe molto più serenamente tutti,.

Francesca 67 mesi fa

Mi domando però quante mamme sarebbero disposte a mandare il loro bambino dall'analista...

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