Il bambino senza sesso

25 maggio 2011 
<p>Il bambino senza sesso</p>
PHOTO LAPRESSE

Quando Storm è venuto alla luce il primo dell'anno a Toronto, nella piscina di casa, tutti i presenti al parto hanno immediatamente visto se era maschio o femmina. Ma per ordine di mamma Kathy e papà David, alle due ostetriche e all'amico di famiglia, come pure agli altri due figli, è stato imposto il silenzio sul sesso del neonato.

Quattro mesi dopo, ancora nessuno sa se quel fagotto dagli occhi blu e i capelli biondi sia un lui o una lei: i genitori vogliono lasciarlo libero(/lasciarla libera) di scegliere cosa essere quando sarà in grado di deciderlo.

Una stranezza che ha fatto di Kathy Witterick, casalinga, e del marito David Stocker, insegnante, la famiglia più politically correct del mondo. Anche se non tutti (a cominciare dai nonni - naturalmente) apprezzano la decisione. Anzi: molti accusano la coppia di voler imporre al figlio(/figlia) la propria scelta ideologica, esponendolo, fra l'altro, al rischio di bullismo.

«Quando nasce un bambino, la prima cosa che si chiede è se è maschio o femmina, ma se vuoi davvero conoscere qualcuno non gli chiedi cos'ha in mezzo alle gambe», hanno provocatoriamente spiegato Kathy e David al Toronto Star.

A loro dire, Storm dovrà essere libero di decidere cosa diventare, senza il condizionamento dei vincoli sessuali imposti dalla società, così com'è stato per i fratelli Jazz (5 anni) e Kio (2). I quali, malgrado siano di sesso maschile, vestono di rosa e portano i capelli divisi in tre trecce (Jazz) o amano il viola e tengono i capelli biondi lunghi fino al mento (Kio). Risultato: la maggior parte delle persone li scambia per delle bambine, e i genitori si guardano bene dal correggere l'errore per non turbare la sensibilità dei figli.

A settembre dell'anno scorso, però, Kathy e David hanno preferito non mandare Jazz a scuola per non esporlo alle cattiverie dei coetanei e alla curiosità degli adulti. «I genitori dovrebbero appoggiare la creatività sessuale dei figli - ha spiegato la psicologa californiana Diane Ehrensaft - ma il caso di Storm è preoccupante, perché il bambino(/la bambina) sarà incapace di trovare un proprio posto nella società . E altrettanto allarmante è il fatto che ai fratelli sia stato imposto di mantenere il segreto, perché sono ancora troppo piccoli per discernere».

Critiche alla decisione di Kathy e David sono arrivate anche dal dottor Ken Zucker, responsabile del Centre for Addiction and Mental Health di Toronto: «Anche se i genitori non scelgono, in realtà questa è già una scelta, che porterà a delle conseguenze. Solo il tempo potrà dire quale impatto avrà su Storm».

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RISULTATI
Emilia 69 mesi fa

certa gente pur di far parlare di se è disposta a rovinare la vita dei figli...

Paola 69 mesi fa

Certi soggetti rasentano la follia pura, ma cosa c'entra il modo di esprimere la propria creativita' con gli attribuiti sessuali assegnati da madre natura?

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