Epidurale por favor

07 giugno 2011 
<p>Epidurale por favor</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Chiederla dovrebbe essere un diritto, ottenerla dovrebbero essere scontato. Invece, in Italia, l'analgesia epidurale rimane un'opportunità per ancora (troppo) poche donne, gli ospedali realmente in grado di garantirla sono una manciata (il 16%) e anche lì non è comunque detto si riesca ad averla (per esempio: dimenticatevela, se l'ostetrica di turno è ideologicamente contraria). Che fare, dunque? Ne abbiamo parlato con Paola Banovaz, presidente dell'Associazione Italiana Parto in Analgesia che promuove una petizione per chiedere il diritto garantito all'analgesia epidurale, e autrice del libro Epidurale Por favor (Il Rovescio Ed.), collage di alcuni dei molti post (e dei commenti) comparsi sul suo blog Diritto all'epidurale negato nel corso degli anni.

 

Qual è secondo lei lo stato di consapevolezza che le donne oggi hanno del proprio corpo?

«Una primipara non avrà mai una reale consapevolezza del proprio corpo: non saprà cosa sarà un parto fino a che non ci sarà in mezzo. Più che di consapevolezza del proprio corpo, quindi, parlerei di consapevolezza dei propri diritti, e accesso a una corretta informazione: la sanità pubblicata è pagata da noi, per cui dobbiamo pretendere l'analgesia epidurale e informazioni sulla sicurezza dell'ospedale. Per esempio sapere se in un certo ospedale c'è o meno un anestesista dedicato alla sala parto».

 

Nel libro emerge una certa irritazione verso i metodi cosiddetti naturali di partorire (parto in acqua, canti carnatici di accompagnamento, ecc.): perché?

«Perché li trovo aberranti! Io non ho niente contro un parto naturale, ma non tollero i dettami di questi mezzi santoni maschilisti, da Michel Odent a Frédérick Leboyer a Igor Charkovsky. Se invece di essere europei fossero mediorientali, li definiremmo senza mezze misure talebani. Invece di contrabbandare il parto in acqua come alternativa reale all'epidurale - non è vero! Non allevia il dolore, non piace a tutte e comunque ci vorrebbero troppe vasche - si dovrebbe puntare il dito sulla carenza di organici e di strutture adeguati. La verità è che, per esempio, a volte ti propongono il parto in acqua perché l'anestesista è impegnato altrove, ma non si può dire».

 

A che punto siete nella vostra battaglia per ottenere l'analgesia epidurale garantita in tutti gli ospedali italiani?

«Onestamente non lo so: i dati stanno migliorando, ma c'è ancora molto da fare. Ottenerla o meno dipende dall'ostetrica di turno: non è tollerabile! Il parto non è una malattia, però non significa che allora in sala parto valga qualunque corrente di pensiero o filosofia più dei miei diritti o desideri di partoriente».

 

Ma perché questo argomento scatena fazioni così agguerrite?

«Perché resiste una fortissima identità del femminile legata alla maternità; basta vedere cos'è successo con il referendum sulla legge 40, e cosa succede quando si parla di allattamento. Credo dipenda dal fatto che le donne vivono il proprio corpo come una prigione da cui non sanno come liberarsi, e che in qualche modo abbiano sempre bisogno di sentirsi dire cosa si può fare e cosa no. Invece è fondamentale che imparino a informarsi, e poi a decidere autonomamente».

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RISULTATI
Alice 44 mesi fa

Che strazio questo articolo!!!!! Sono una mamma di tre bambine e ricordo i nmiei parti come una dolorosa ma bellissima esperienza di trasformazione.Ciò che dovrebbe essere rispettato è il diritto ad avere un parto naturale,intimo e non medicalizzato, il dolore maggiore è causato da pratiche inutili e contro natura a cui vengono sottoposte le donne in travaglio. il dolore del parto, quello vero,naturale ha un significato e un utilità che tutte le donne dovrebbero conoscere prima di scegliere di sottoporsi all'analgesia epidurale. NON esiste parto naturale con analgesia!!! vengono stravolti i meccanismi del travaglio, al bambino viene meno la protezione degli ormoni materni che vengono prodotti grazie al dolore del parto. INFORMATEVI DONNE....aprite gli occhi e pretendete un parto NATURALE prima di tutto.

elena1981 66 mesi fa

diritto di poter avere quell'anestesia che mi aiuterebbe sicuramente ad affrontare un eventuale travaglio lungo e più doloroso di quelli già avuti!..ma del resto ci levano tutto questo perchè noi siamo nate per fare figli e allora non lo ritengono opportuno..(cosa che io trovo molto ingiusta)..purtroppo cristina non tutte hanno bei ricordi dei loro parti..perchè se ti dicessi che mia mamma si è svegliata dalla totale mentre aveva la pancia aperta e si è vista?...ma non apriamo l'argomento sennò qui non faremo più figli!...

elena1981 66 mesi fa

perchè dolorosi si, ma brevi, il primo brevissimo!..con una soglia del dolore altissima perchè in tutte le ore di travaglio avrò urlato si e no 3 volte poi il resto erano respiri e sorsate d'acqua, ma penso che però non tutte le donne sono uguali e non tutte hanno la stessa soglia del dolore, e soprattutto che abbiamo tutte il diritto di poter decidere di avere l'epidurale!..per la donna il parto deve essere un'esperienza unica ma non traumatica che le faccia passare la voglia di fare figli!..trovo inutile e scontato scrivere libri sul parto,di come si fa, di cosa si sente, perchè ogni donna è a se e anche ogni gravidanza nella singola donna!..prendete me o voi stesse se avete più di un figlio!..io sia chiaro se dovessi mai fare un altro figlio non farei l'epidurale (non per masochismo o per fare la giovanna d'arco di turno ma perchè per me è stata un'esperienza fantastica ed unica e perchè sopporto..)ma se succedesse qualcosa?purtroppo non son cose prevedibili!vorrei almeno avere il

elena1981 66 mesi fa

donne,mamme come vi capisco!..ho 29 anni, mamma di due bimbi (2 anni il primo 2 mesi il secondo), e posso ritenermi una donna fortunata, il primo bimbo è nato con parto naturale ma indotto perchè oltre limite e senza più liquido, il tutto in 3 ore ed 11 minuti, con episiotomia annessa..senza epidurale e ovviamente mi sarebbe stata fatta su decisione dei medici, non avendo paura di partorire e del dolore ho reagito più che bene anche se il dopo non è stato bellissimo dal momento in cui ho perso 1 litro di sangue!..secondo figlio nato con parto naturale, dopo 5 h di travaglio, con lacerazione di secondo grado, chiaramente anche lui senza epidurale e di 4,80 kg! ci credete se vi dicessi che con lui ho sentito le ossa pelvice spaccarsi letteralmente?..dopo due mesi ho ancora i dolori e quando starnutisco mi metto la mano lì sotto perchè ho come l'impressione che si stacchi tutto :D si sembra assurdo ma è così!..non ho fatto corsi, mi son documentata da sola, ho avuto due bellissimi parti

paola banovaz 66 mesi fa

trutture pubbliche e convenzionate questo diritto viene loro negato. La maternità è una cosa bellissima. Ma esiste una legge, la 194, che difende il diritto delle donne a interrompere la gravidanza. Come reagiresti tu, se nell'84% degli ospedali la 194 non venisse rispetatta e l'IVG negata alle donne che ne fanno richiesta? Garantire un diritto non vuol dire imporlo. Vuol dire semplicemente garantire il diritto di scelta. Al di là di quello che noi possiamo pensare sul dolore e i suoi presunti significati. Ricordo inoltre che molte donne che chiedono l'epidurale non lo fanno perchè terrorizzate dal dolore. Ma semplicemente perchè reputano quel dolore perfettamente inutile. Per esempio io non temevo la sofferenza ma l'episiotomia. Ma qui si aprirebeb un altro lunghissimo capitolo....

paola banovaz 66 mesi fa

Sono troppi i corsi pre parto dove si spacciano teorie fantasiose per "scientifiche": dal dolore che fortifica (empowerment) alla mitica (o mitologica) cascata di endorfine che, da sola, dovrebeb agire come una peridurale. Mi va benissimo spiegare alal donna la dinamica del parto, mi va bene proporle cure di contenimento del dolore (acqua, visulaizzazione) ma non mi va affatto bene quando queste tecniche vengono equparate a forza antalgica a una perdurale. Certo la mente può. Tutto? A volte. Poco? A volte. Nulla? A volte. Il dolore nel parto non è un'invenzione della cultura giudaico-cristiana, è un dolore che spesso in quel momento (non parlo del dopo) è percepito come forte, insopportabile. Esistono diverse leggi regionali (es la 25/2007 veneto), una legge nazionale (la 38/2010), due decreti che inserscono l'epidurale nei lea (2001 e 2008). Malgrado questo corpo legislativo imponente (ho tralasciato i vari progetti "ospedale senza dolore") alle donne vine negato - nell'85% delle st

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