Mio figlio ha finito le medie: come scegliere la scuola superiore giusta per lui?

01 luglio 2011 
<p>Mio figlio ha finito le medie: come scegliere la scuola
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Immagino lei si attenda da me l'indicazione di una qualche agenzia che svolga servizi d'orientamento: ce ne sono molte. Tuttavia, credo sia più utile metterla al corrente che quella attività di orientamento classica - quella fatta con i test psicoattitudinali, per intenderci - è stata  abbandonata dalla ricerca più seria. Per «orientamento» oggi si intende un accompagnamento dei ragazzi lungo tutto il loro percorso scolastico affinché, diventino capaci di compiere scelte.

Potremmo semplificare le cose in questo modo: se durante il suo percorso scolastico lo studente ha messo a punto una sorta di progetto di «riuscita» (progetto che può anche essere inconsapevole), allora è molto probabile che, anche se la scuola superiore non sarà proprio quella che sognava, riuscirà a cavarsela comunque. Al contrario, se il progetto è di «fallimento» potrà accadere  he lo studente non riesca anche in una scuola superiore su misura per lui. Per esempio: è proprio bravo in disegno, si iscrive al liceo artistico e…viene bocciato.

E come si formerebbero questi progetti di riuscita o di fallimento?
Siccome è più facile intuire le ragioni del fallimento, porterò un esempio di questo tipo.
Supponga che un ragazzo, lungo il percorso che va dalla scuola materna alle medie, abbia realizzato che, andando male a scuola, è diventato un problema per gli adulti. Ancorché a caro prezzo, ha quindi scoperto come essere al centro dell'attenzione.

Ed è così - come «uno che va male a scuola» - che viene percepito, citato, discusso, additato. È così che esiste. Ora, all'esistenza costruita - in altri termini: alla propria identità - nessuno vuole rinunciare. Da qui  una scelta di vita che perpetua quello stato di insuccesso scolastico al fine di difendere l'identità . Questo è appunto un progetto di fallimento.

Come evitare che nascano progetti di tal tipo? Le propongo la prima regola dell'orientamento: si accorga dei figli non solo quando vanno male a scuola. Ed è una regola che vale prima e dopo le scelte.

L'orientamento, quindi, non va inteso come il momento nel quale, grazie a qualche scheda, si cerca di capire qual è la scuola giusta. È invece un percorso di accompagnamento che precede la scelta della scuola e continua anche dopo. Le vite, infatti, cambiano: andare  bene (o male) a scuola non è una condizione eterna. E si può avere successo anche se la scuola appare sbagliata. D'altro canto, non c'è scuola superiore che prima o poi non deluda il ragazzo che alle medie se l'era immaginata.

 

Marco Vinicio Masoni è psicologo, psicoterapeuta, psicopedagogista e autore di numerosi libri sull'adolescenza e la vita nella scuola.  È docente presso l'Istituto di Psicologia e Psicoterapia di Padova e Mestre e dirige il Centro Formazione&Studio - Laboratorio di Psicologia. Vuoi fargli una domanda? Scrivi a community@style.it

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RISULTATI
Paola 65 mesi fa

Infatti a questo proposito pu0' capitare che un figlio che crea piu' problemi (nn solo di tipo scolastico) e' anche quello che impegna piu' attenzioni ed energie da parte dei genitori, mentre quello piu' diligente e bravo no anche quando ne avrebbe ugualmente bisogno.

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