È vero che si possono stimolare attivamente le risposte del sistema immunitario?

06 luglio 2011 
<p>È vero che si possono stimolare attivamente le risposte del
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È importante comprendere come l'equilibrio del corpo umano dipenda dalla capacità di difesa nei confronti di microrganismi esterni ma anche di alterazioni interne. Avere un buon sistema immunitario vuol dire essere in grado di combattere contro gli antigeni esterni. Non sempre si vince, ma è fondamentale imparare a combattere.

Questa situazione di equilibrio immunologico è sempre più rara a causa dei numerosi stimoli esterni che la vita moderna ci offre. Intervenire sui meccanismi endogeni per potere rafforzare la capacità di difesa - e insegnare a combattere - è il compito principale della medicina biologica causale funzionale.

Il trattamento di immunomodulazione, cioè di insegnamento al Sistema Immunitario si distingue in due parti:


-    modulazione della risposta antimicrobica
-    modulazione della risposta antiallegica


Il periodo migliore per iniziare una terapia di ristrutturazione immunologica per quanto riguarda le difese principali contro i microbi (batteri, virus, miceti e parassiti) è quello dei mesi di settembre, ottobre e novembre per i bambini sotto i 14 anni, mentre per gli adulti si preferisce iniziare nei mesi di novembre e dicembre.

Il trattamento consiste in una valutazione iniziale dello stato immunitario, e nella previsione della capacità di risposta che si riuscirà ad avere nel periodo invernale per riuscire a quantificare lo stimolo immunologico. La terapia dura dai 2 ai 5 mesi, e viene costantemente monitorata per (eventualmente) modificare qualità e quantità dello stimolo immunologico.

Per quanto concerne la modulazione del sistema antiallergico, non vi è un periodo preferenziale, ma si tende a iniziare la terapia di immunomodulazione circa 4-6 mesi prima del periodo di fioritura della pianta inquisita (in caso di allergie perenni o alimentari, il periodo è irrilevante).

La strategia terapeutica in questo caso si divide in due possibili approcci. In uno si vuole sostenere la capacità interna di gestire i sintomi allergici così da non dovere più usare (o comunque poter diminuire considerevolmente) i farmaci allopatici di sintesi chimica, evitando quindi l'intossicazione. Nell'altro caso l'intervento terapeutico verte a desensibilizzare il paziente dall'allergene specifico, in modo che il sistema immunitario impari a considerarlo nella giusta misura, così da insegnargli a non esprimere sintomi istaminici in sua presenza. In altre parole si cerca di debellare l'allergia alle sue radici in maniera totale e definitiva. Una bella lotta.

 

Riccardo Forlani è medico chirurgo, esperto in Medicina Biologica e Neuro-immunologia Funzionale, dal 1999 direttore sanitario del Centro di medicina biologica causale funzionale specializzato nella cura e nel trattamento delle principali patologie internistiche con i metodi terapeutici delle Medicine non Convenzionali. Vuoi fargli una domanda? Scrivi a community@style.it

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