I miei figli rimangono al computer fino a tardi: può essere pericoloso?

27 settembre 2011 
<p>I miei figli rimangono al computer fino a tardi: può essere
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Immagino che le sia già chiaro che il problema è suo, e non dei suoi figli. E che si tratta un problema diffuso.

È suo perché loro la serata chattando al pc se la godono proprio (o per essere esatti: ci provano). Ed è diffuso perché il pc (o il mac) ce l'hanno proprio tutti, e tutti vanno su Facebook o siti simili nelle stesse ore: quando non sono a scuola, quando non c'è nessuno che dica «studia». Insomma: di notte.

Aggiungo, per consolarla, che non è raro che qualche mamma venga da me a lamentarsi perché suo figlio non ha amici: «Non chatta nemmeno…».

Che fare dunque per questo problema, suo, e che alcune mamme le invidierebbero? Provo a mettermi nei suoi panni. Perché essere in ansia? Perché non sa cosa può succedere? Perché che ne sa lei di chi frequenta? Perché davanti al pc si rovina la vista? Perché poi la mattina è stanco e a scuola come fa? Non faccio fatica a costruirmi un lungo elenco. E avrei ragione: la vita è un rischio continuo, un alternarsi di pericoli.

Ma ora consideriamo questo esempio: un ragazzo (anche un po' più grande del suo) è su una scala, in casa, e sta tentando di riparare un lampadario. Lei lo vede e anziché lasciarlo fare sbotta, terrorizzata: «Oddio, e se cadi? Stai attento, non staccare anche l'altra mano dall'appoggio, guarda che ho dato la cera e la scala può scivolare, hai tolto la corrente? Ma sei sicuro? E se ti fossi sbagliato?». Non è difficile immaginare che il ragazzo si sentirà un po' meno sicuro e certamente innervosito. Insomma: abbiamo reso più probabile una caduta dalla scala.

Passiamo alle serate: la sua voce e il suo viso preoccupati accompagnano i suoi figli. Questi, davanti al pc, non riescono a godersela del tutto (nei casi peggiori non se la godranno per nulla): i loro pensieri sono occupati anche dai suoi avvertimenti, dalle sue preoccupazioni. Diventano nervosi ed è più probabile che le sue paure diventino profezie.

Insomma: la formula per far sì che i suoi figli non si divertano e la loro vita divenga più rischiosa, cioè la cosa da non dire mai, è: «Vai, divertiti ma mi raccomando: stai attento. Io aspetterò qui che tu abbia finito. Sveglia».

 

 

Marco Vinicio Masoni è psicologo, psicoterapeuta, psicopedagogista e autore di numerosi libri sull'adolescenza e la vita nella scuola.  È docente presso l'Istituto di Psicologia e Psicoterapia di Padova e Mestre e dirige il Centro Formazione&Studio - Laboratorio di Psicologia. Vuoi fargli una domanda? Scrivi a community@style.it

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RISULTATI
movida69 63 mesi fa

Mia figlia 6enne al momento si accontenta di dirmi "mamma rilassati non c'è motivo di agitarsi". Non vedo l'ora possa insegnarmi finalmente anche ad usare tutte quelle diavolerie tecnologiche. Ah sì, le profezie che si autoavverano sono pericolosamente divertenti, quando si inizia a prenderci la mano. Dottor Masoni la considero responsabile di aver reso migliori le mie giornate ;D

Rossella 63 mesi fa

(....santocielo, questo è il rimprovero che i miei figli fanno a me!)

Elis 63 mesi fa

Ma forse la verità è che purtroppo, alcune mamme non ci accontentano mai dei loro figli, soprattutto se hanno dimenticato la loro giovinezza...

anna 63 mesi fa

Io ho rinunciato ad arrabbiarmi, tanto è una battaglia persa.. E poi spero sempre che qualcosa di utile ci salti fuori da tutte queste ore passate in Internet. :-)

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