E' giusto premiare i figli se vanno bene a scuola?

di Marco Vinicio Masoni 

Sì? No? Qui la discussione è aperta. E il dottor Masoni, per iniziare, scardina alcuni luoghi comuni

Marco Vinicio Masoni

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foto Corbis Images

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In tempi di disorientamento educativo è del tutto normale che un genitore si ponga tali domande, il pericolo sono le risposte. C'è infatti un diffusa tendenza a trovare, formulare, indicare  regole, come se si dovesse sempre fare "così" e tutti i bambini e le situazioni  fossero uguali.

C'è chi si appella ai "grandi numeri", ma si tratta di un'altra illusione: le statistiche sui grandi numeri non possono fare a meno di compiere astrazioni fin dall'origine della ricerca, i casi osservati occorre siano resi omogenei e spesso lo si fa ponendo domande stupidamente chiuse.

Per esempio, si immagini che venga chiesto a 100.000 mamme (e si tratterebbe di un campione enorme) se hanno osservato che premiare  il figlio per il buon andamento scolastico ha prodotto buoni frutti e che si siano proposte per le risposte  una casella per il sì e una per il no (oppure la nota scala Likert dei cinque valori. 1= poco… 5 = molto). Si otterrebbe così l'illusione di una risposta attendibile, e sarebbe un inganno.

Se invece si ponessero domande aperte, cioè "Scriva liberamente che risultati ha  ottenuto a premiare il figlio o la figlia quando van bene a scuola " allora saremmo davanti a 100.000 risposte  probabilmente tutte diverse e saremmo costretti a fare una sintesi interpretativa (un'altra astrazione). Ci sono programmi appositi per queste verifiche qualitative, ma si basano sempre, ancora, su interpretazioni.

Che fare allora? Credo vada detto che non c'è modo di sapere se il premio funziona… senza verificarlo. Posso portarle, scandagliando la mia esperienza, alcuni casi: a volte premiare l'errore (e addirittura invitare all'errore) ha avuto risultati strepitosi. In altri casi il premio ha effettivamente incoraggiato lo studente. Altre volte lo studente premiato pretende poi il premio ogni volta che va bene, cioè troppe volte.

Può accadere che lo studente se ne stupisca e pensi: ma cosa ho fatto di così bello? E si senta autorizzato a "riposarsi". (E' come se ci premiassero quando  passiamo col verde) O può succedere che il premio venga respinto per dignità (non è che vado bene per avere i vostri premi!). O accade che lo studente, grazie al premio, scopra di avere eseguito bene  il volere dei genitori, cioè di aver obbedito (spesso per l'adolescente è una  cosa insopportabile).

Oppure…oppure…oppure.

Chiaro? Si senta dunque libera di sperimentare e non dia retta alle sapienze astratte. Lei è una mamma, conosce suo figlio meglio di qualunque propinatore di test, e lei sa se le cose fatte sono efficaci o no, lo vede, lo sente, dal suo volto, dai suoi occhi, dalla sua voce. Il grande libro dove c'è scritto cosa fare con i figli non è mai stato scritto.

DA STYLE.IT

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