Ci stiamo separando,
come dirlo ai figli?

di Marco Vinicio Masoni 

Le crisi di coppia sono tutte diverse e i figli anche, ma ci sono alcune regole, poche, appunto, che sono così "sperimentate" da poter esser definite quasi generali.

Marco Vinicio Masoni

Marco Vinicio Masoni

PsicologoScopri di piùLeggi tutti


foto Corbis Images

foto Corbis Images

Dirò poche cose, perché le crisi di coppia sono tutte diverse e i figli anche, ma ci sono  alcune regole, poche, appunto, che sono così "sperimentate" da poter esser definite quasi  generali. Ne parlerò suggerendo azioni pratiche.

La prima: mettetevi d'accordo, perché la cosa va detta ai figli (o alla figlia o al figlio) INSIEME. Fate delle prove, prima, tra voi, e se il conflitto in atto è così grave da impedirvi anche di collaborar per il bene dei figli, chiedete aiuto a un esperto, affinché vi  guidi e vi supporti in questa azione comune.

La ragione di questa regola sta nel fatto che l'errore più grave che si possa commettere comunicando la separazione ai figli è quello di incolpare l'altro o l'altra della separazione. Fra voi possono volare i coltelli, ma per i vostri figli il papà resta sempre il papà e sentire che la mamma (o, ovviamente, viceversa) ne parla male è causa di sofferenza profonda.

La seconda: la separazione riguarda un allontanamento (più o meno grave) fra voi due, non fra voi e i vostri figli, comunicate quindi che voi ci sarete sempre e che l'affetto sarà quello di sempre. Aggiungete anche che fra voi genitori sarete  amici. Se la parola "amici" vi procura l'ulcera baserà dire che i genitori saranno sempre loro vicini e si sentiranno, fra loro, sempre, per le "cose" dei figli ( c'è qualche eccezione, ne ho incontrate, ma sono poche e legate a casi talmente particolari che non ha senso parlarne qui).

Tutto il resto varierà a seconda del rapporto fra voi, del carattere e della sensibilità delle vostre creature. Ma c'è un "dopo" che va previsto e al quale occorre prepararsi. Spesso, troppo spesso, la mamma, che è quella alla quale vengono generalmente affidati i figli, deve diventare e diventa l'unica fonte di regole e di veti. Il papà, col fatto che se ne sta a casa sua o in macchina e che non è presente per l'educazione dei figli, può sembrare da tollerante/buono a, addirittura, vittima (con qualche ragione se è costretto a dormire in macchina). Conseguenza facilmente intuibile: la mamma la pagherà.

Spesso incontro situazioni simili e mi indigno quando mi si racconta che se la mamma, in difficoltà, chiede aiuto al padre per l'educazione dei figli, questi, che se ne sta lontano (e a volte con una compagna) risponde "Non sai gestirli!".

Un promemoria per le mamme in queste condizioni. Non mollate sulla regola all'inizio di queste righe: non parlate mai male del padre. I figli crescono e verrà l'età nella quale ricorderanno ciò che hanno visto nella loro infanzia. È allora che l'aver tenuto duro si rivelerà un investimento.

>> Per ricevere le risposte del dottor Masoni scrivete a community@style.it

DA STYLE.IT

  • News

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

    Meteo: stop al caldo, torna l'inverno

  • News

    Arrestata infermiera killer a Piombino

    Arrestata infermiera killer a Piombino

  • News

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

    I genitori di Giulio Regeni: «Vogliamo verità e giustizia per nostro figlio»

  • News

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio

    Oscar 2016, trionfo Spotlight ma anche DiCaprio


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it