Non è motivato, ha fatto anche il test!

di Marco Vinicio Masoni 

In tempi di disobbedienza intelligente le parole sono importanti. Soprattutto quelle apparentemente innocue.

Marco Vinicio Masoni

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foto Corbis

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Già, perché occorreva il test per capirlo. Il problema è che l'utilizzo "sfrenato" della parola motivazione è piuttosto recente. Solo trent'anni fa compariva raramente nei discorsi scolastici. Il termine è diventato attuale perché si sta scoprendo che oggi, in tempi di aumento della dignità dei ragazzi, di trasparenza e invisibilità (per i loro occhi) delle gerarchie alle quali noi adulti siamo abituati, di disobbedienza intelligente, lo studente studia, segue, ecc. se viene motivato e non se gli si ordina di studiare, seguire ecc.

E sapete che succede? Che quel "se viene motivato", che è tutto un programma per i nuovi compiti degli insegnanti e della scuola, viene trasformato in un apparentemente innocuo "è motivato".

Ma la locuzione non è affatto innocua: a dir le cose così si suggerisce che la motivazione  sia qualcosa che deve stare "dentro" il ragazzo e che ci siano ragazzi che ne sono privi. E si fanno perfino dei test per vedere se il ragazzo è motivato ( cioè se ha "dentro" la motivazione.)

Il cattivo insegnante ne esce sempre bene. I bravi insegnanti ( e ce ne sono molti) passano invece per fortunati:"grazie! I tuoi sono motivati!"

Il che non vuol dire che motivare sia facile, tutt'altro. Ma, poi, che diavolo vuol dire "motivare"? Ve la butto lì: motivare vuol dire fornire al motivando argomenti retorici che lui/lei possa spendere per salvare la faccia anche se, per esempio, studia.

Come sarebbe: salvare la faccia se studia? Per rispondere vado avanti e la sparo ancora più grossa: motivare vuol dire portare argomenti che giustifichino l'azione, e quindi la motivazione segue l'azione, e non viceversa.

In pratica cosa vuol dire? Vuol dire che il bravo insegnante non dispensa moralismi, ma si fa amare e stimare a tal punto che andar bene a scuola diventa onorevole e non cosa da secchioni. Insomma, se studio, posso dire: ho un bravissimo insegnante (e non semplicemente: sgobbo tanto). Come vedete la frase  che illustra la motivazione segue l'azione, cioè lo studio.

Difficile, difficilissimo, tanto che anche solo essere stimati e amati è già un successo, anche se non porta frutti subito. Spesso il lavoro dell'insegnante è una semina, non vedrà mai i frutti, ma saprà, sentirà, comunque, di aver seminato bene. E qui "seminare" sta per "motivare".

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