Generazione di narcisi. Davvero??

di Marco Vinicio Masoni 

Egoisti, pigri, disobbedienti. Questa generazione è davvero così narcisista? E che valore dobbiamo assegnare, eventualmente, a questo termine? Ecco la risposta del nostro psicologo.

Marco Vinicio Masoni

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foto Corbis

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Non sono molti gli esperti che dicono che i ragazzi di oggi sono narcisi. Si corre spesso il pericolo di confondere la risonanza mediatica con la verità. Chi parla di narcisismo dei giovani appartiene al mondo psicanalitico (che non va confuso con mondo della psicologia) e quelli che oggi ne parlan di più sono un noto (e  bravo) psichiatra  e qualche suo allievo.

Esistono nel vasto campo della psicologia ( ma si dovrebbe dire "delle psicologie") altri punti di vista, altrettanto autorevoli. Il rischio di definire i ragazzi narcisi sta nel fatto che il termine (che ha connotazioni diagnostiche e negative tese ad incolpare figli e genitori) suggerisce che nei ragazzi e nelle famiglie ci sia qualcosa che non va.

Gli argomenti a favore sembrano tanti: non sanno immedesimarsi negli altri e vedono solo se stessi, ritengono il successo qualcosa di dovuto, crescono in una famiglia affettiva e non più normativa, ecc. In realtà chi lavora con le famiglie sa che queste tentano di essere ancora normative (a meno che come campione  di famiglia non si prendano solo quelle radical-chic) e che semplicemente non riescono ad esserlo perché il ragazzo d'oggi è tendenzialmente disubbidiente (di una disobbedienza a mio parere intelligente e utile, esclusa quella dei casi estremi). 

Che i ragazzi non sappiano immedesimarsi negli altri è smentito dal fatto che oggi il volontariato giovanile ha raggiunto quantità e qualità sconosciute in passato. Che ritengano il successo qualcosa di dovuto è smentito dal fatto che moltissimi cercano e si inventano il lavoro (a meno che non si pensi solo a quelli che sognano "Amici"). 

C'è da chiedersi se certe certezze spacciate per scientifiche non siano state semplicemente pescate nel vasto dizionario/banalario del senso comune:  i ragazzi di oggi sono viziati, tutto è loro dovuto, le famiglie non sanno educare ecc.

Il tutto poi non sta in piedi nemmeno portando l'argomento un po' stantio dei "grandi numeri". Si pensi che certe idee possono nascere perché chi le formula è a contatto con qualche decina di ragazzi al mese, per lo più inviatigli (quindi già  in qualche modo etichettati) e che le ricerche sui grandi numeri sono così generiche da non poter assolutamente consentire di ricavare teorie sulla loro mente (ipotesi sì, ma queste le formula in continuazione anche il senso comune: venti anni fa il mio dentista, forse approfittando del fatto che non potevo rispondergli, disse che ci voleva una nuova  guerra mondiale per svegliare questa gioventù addormentata).

Insomma, se certe nuove definizioni possono essere utili per capire alcuni aspetti di qualche categoria giovanile, non si cada nell'errore di pensare che  tutti siano così e che automaticamente lo sarà anche tuo figlio. Tuo figlio, come accade a tutti, interpreterà gli eventi secondo il proprio progetto di vita e questo si modificherà nel tempo secondo le possibilità  offerte dalla politica e dalla cultura che respirerà.

Il lamento sui giovani "viziati" del resto è stato comune in tutte le epoche della storia. Chiamarli narcisi non è altro che un modo per perpetuare quell'antico andazzo.

DA STYLE.IT

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