Figli naturali e figli legittimi: hanno gli stessi diritti?

di Cristiana Ubaldi 04 maggio 2012

I figli naturali e i figli legittimi hanno gli stessi diritti? Risponde la nostra giornalista giuridica Cristiana Ubaldi

Cristiana Ubaldi

Cristiana Ubaldi

Giornalista giuridicaScopri di piùLeggi tutti


Foto Corbis

Foto Corbis

Vorrei sapere se il Progetto di legge 2519 è stato approvato definitivamente, cioè se figli naturali e figli legittimi hanno finalmente gli stessi diritti. Le chiedo questo perche io e il mio compagno abbiamo una figlia e mi è stato detto che nel caso Dovessimo venire a mancare nostra figlia verrá mandata in orfanotrofio o in un centro per minori e NON ai nonni. Inoltre vorrei sapere se un testamento puo' tutelare nostra figlia.

 

Risponde Cristiana Ubaldi, giornalista esperta in diritto di famiglia:

Gentile signora,

anche se ad oggi il disegno di legge "Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali" - che è stato approvato alla Camera (C.2519) il 30 giugno 2011, poi approdato il 5 luglio 2011 al senato con il numero S.2805 dove attualmente (13 marzo 2012 ) è in corso di esame in commissione - non è stato ancora trasformato in legge, il figlio naturale ha gli stessi diritti del figlio legittimo. Infatti, anche se in maniera non esplicita, l'equiparazione tra figlio naturale e legittimo è stata sancita in primis dalla nostra Costituzione all'articolo 30 ("[…] la legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima"), dal codice civile e ribadita sia dalla Corte costituzionale che dai giudici della Cassazione, per poi essere inserita qualche anno fa nella legge sull'affido condiviso (legge 54/2006) dove, per esempio, è stata messa in evidenza la sussistenza del legame di parentela dei figli naturali sia con i nonni sia con zii e cugini.

Infatti tale legge - che all'articolo 4 comma 2 ha previsto la possibilità di applicare le norme sull'affidamento condiviso anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati - ha sostituito l'articolo 155 c.c. con il seguente «[…] il figlio minore ha il diritto […] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale». Quindi sia con i nonni, ma anche con i "parenti".

Dunque se entrambi i genitori conviventi e non sposati dovessero morire, i loro figli (naturali riconosciuti) potrebbero essere affidati ai nonni o ai parenti più stretti e non a un orfanotrofio. Però sia che si tratti di figli naturali che di figli legittimi, alla morte dei genitori dovrà intervenire un giudice per nominare un tutore che sarà scelto in base a criteri che soddisfino in via assolutamente prioritaria gli interessi di quest'ultimo. Solitamente vengono affidati ai nonni (se non sono troppo anziani o malati) oppure a degli zii che già hanno altri bambini o anche a persone non legate da vincoli di parentela ma che nel corso degli anni abbiano avuto con il bambino un rapporto affettivo più stretto e costante. Quindi non c'è nulla che vieti di affidare i minori ai nonni anche se i genitori non erano sposati. Ovviamente redigere un testamento, possibilmente insieme al proprio compagno, tutelerebbe ancora meglio i figli.

 

Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter di Style.it