Figli naturali e figli legittimi: hanno gli stessi diritti?

di Cristiana Ubaldi 

I figli naturali e i figli legittimi hanno gli stessi diritti? Risponde la nostra giornalista giuridica Cristiana Ubaldi

Cristiana Ubaldi

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Foto Corbis

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Vorrei sapere se il Progetto di legge 2519 è stato approvato definitivamente, cioè se figli naturali e figli legittimi hanno finalmente gli stessi diritti. Le chiedo questo perche io e il mio compagno abbiamo una figlia e mi è stato detto che nel caso Dovessimo venire a mancare nostra figlia verrá mandata in orfanotrofio o in un centro per minori e NON ai nonni. Inoltre vorrei sapere se un testamento puo' tutelare nostra figlia.

 

Risponde Cristiana Ubaldi, giornalista esperta in diritto di famiglia:

Gentile signora,

anche se ad oggi il disegno di legge "Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali" - che è stato approvato alla Camera (C.2519) il 30 giugno 2011, poi approdato il 5 luglio 2011 al senato con il numero S.2805 dove attualmente (13 marzo 2012 ) è in corso di esame in commissione - non è stato ancora trasformato in legge, il figlio naturale ha gli stessi diritti del figlio legittimo. Infatti, anche se in maniera non esplicita, l'equiparazione tra figlio naturale e legittimo è stata sancita in primis dalla nostra Costituzione all'articolo 30 ("[…] la legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima"), dal codice civile e ribadita sia dalla Corte costituzionale che dai giudici della Cassazione, per poi essere inserita qualche anno fa nella legge sull'affido condiviso (legge 54/2006) dove, per esempio, è stata messa in evidenza la sussistenza del legame di parentela dei figli naturali sia con i nonni sia con zii e cugini.

Infatti tale legge - che all'articolo 4 comma 2 ha previsto la possibilità di applicare le norme sull'affidamento condiviso anche ai procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati - ha sostituito l'articolo 155 c.c. con il seguente «[…] il figlio minore ha il diritto […] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale». Quindi sia con i nonni, ma anche con i "parenti".

Dunque se entrambi i genitori conviventi e non sposati dovessero morire, i loro figli (naturali riconosciuti) potrebbero essere affidati ai nonni o ai parenti più stretti e non a un orfanotrofio. Però sia che si tratti di figli naturali che di figli legittimi, alla morte dei genitori dovrà intervenire un giudice per nominare un tutore che sarà scelto in base a criteri che soddisfino in via assolutamente prioritaria gli interessi di quest'ultimo. Solitamente vengono affidati ai nonni (se non sono troppo anziani o malati) oppure a degli zii che già hanno altri bambini o anche a persone non legate da vincoli di parentela ma che nel corso degli anni abbiano avuto con il bambino un rapporto affettivo più stretto e costante. Quindi non c'è nulla che vieti di affidare i minori ai nonni anche se i genitori non erano sposati. Ovviamente redigere un testamento, possibilmente insieme al proprio compagno, tutelerebbe ancora meglio i figli.

 

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