A scuola è spenta. Perché si comporta così?

di Marco Vinicio Masoni 

La domanda, secondo il nostro psicologo, andrebbe ribaltata: come fa la scuola a ottenere ragazze e ragazzi spenti e non motivati?

Marco Vinicio Masoni

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foto Corbis

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La domanda andrebbe ribaltata: come fa la scuola a ottenere ragazze e ragazzi spenti e non motivati? Attenzione la risposta a questa domanda non consiste necessariamente in una critica della scuola o peggio, in un dar colpe agli insegnanti.

Che ci siano insegnanti bravi e altri che non lo sono è noto a tutti (ogni categoria ha i bravi e i meno bravi, semmai la scuola ha un numero alto di meno bravi perché certa politica sindacale e la politica tout court  che nei decenni hanno trasformato l'insegnamento nella semplice occupazione di un posto di lavoro raccolgono in questo modo oggi i frutti di ciò che han seminato).

Il problema, che sta diventando un problemone, è che i ragazzi d'oggi richiedono attenzioni individuali sconosciute agli studenti di 30 o 40 anni fa. Nello stesso tempo, per ragioni politico/economiche aumentano gli studenti per classe.

In pratica abbiamo studenti bisognosi di emergere e di avere un rapporto faccia a faccia con l'insegnante, obbligati però a restare sommersi perché  è difficile - spesso impossibile- anche per i bravi insegnanti, avere con tutti un rapporto vis a vis  soddisfacente. Da qui  la sofferenza e la delusione "apatica".

Dire questo ai figli può comunque esser molto più utile che guardarli con occhi tristi e dire " ma perché ti comporti così?".

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