Come combattere il bullismo

di Alessandra Celentano 

Quello che c'è da sapere su questo fenomeno e sulla sua variante virtuale. Ma anche i segnali per riconoscere vittime e artefici di soprusi e i consigli su come intervenire per bloccare o prevenire certi meccanismi di sopraffazione

Alessandra Celentano

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Di bullismo non si smette mai di parlare, purtroppo. Ma adesso a suscitare preoccupazione ci si è messa anche la sua variante virtuale, ossia il cosiddetto il cyber-bullismo. Un fenomeno davvero rilevante, dato che per le sue vittime Telefono Azzurro ha creato un'apposita linea telefonica gratuita e attiva 24 ore su 24: 19966. Ecco, è questo il numero da chiamare nel caso si subisca cyber-bullismo.

A porre l'attenzione sull'esistenza e la gravità di soprusi sul web è stato, poco tempo fa, un triste fatto di cronaca: il suicidio di Amanda Todd, teenager canadese di 15 anni e vittima, da tempo, di continue vessazioni online. Causa scatenante di una lunga serie di umiliazioni e ricatti: una foto a seno nudo che la ragazzina aveva lanciato in rete tre anni prima.

Ma in che cosa differisce il cyber bullismo dal bullismo tradizionale? E cosa dovrebbero sapere, in generale, i familiari e gli adulti che circondano le vittime o gli autori di violenze? Per avere risposte in merito a quest'argomento, abbiamo parlato con la psicologa e psicoterapeuta Eleonora Pietropaoli, che lavora al Laboratorio Genitori del Centro Clinico De Sanctis di Roma.

Cosa dire del cyber-bullismo?
«Non bisogna minimizzarlo, perché a ben vedere può avere effetti molto più dannosi per due ragioni principali. 1) Può presentare aspetti più sadici e feroci, perché dietro lo schermo il bullo può sentirsi maggiormente protetto e al riparo da inibizioni. 2) È più pervasivo nello spazio e nel tempo. Perché attraverso internet al bullo basta connettersi - potenzialmente da qualsiasi luogo e a qualsiasi ora - per mortificare, minacciare o scrivere cose pesanti. Le ingiurie, quindi, escono dal tradizionale contesto scolastico e si diffondono in tutta la rete sociale della vittima».

Ma, in generale, cosa fanno i bulli?
«Perpetrano violenze sia a livello fisico, sia a livello psicologico. E sortiscono sulla vittima un effetto bloccante, nel senso che riescono a far crollare la sua sicurezza e la sua autostima. Ricordiamoci, poi, che esiste anche il bullismo al femminile. Rispetto ai maschi, le bulle tendono ad agire a un livello più indiretto e psicologico. Perciò prendendo in giro, snobbando, calunniando, isolando, manipolando».

Oltre a variare rispetto ai generi, il bullismo può diversificarsi a seconda dell'età delle vittime e dei suoi fautori?
«Certo. Il bullismo che si verifica tra bambini delle scuole elementari è più esplicito, spesso anche più fisico. Tra gli adolescenti, invece, il bullismo può assumere sfumature per così dire più raffinate e psicologiche».

Cosa frena le vittime del bullismo dal chiedere aiuto?
«La paura di subire contraccolpi da parte dei loro aggressori, ma anche quella di ammettere le vessazioni subite. Soprattutto tra gli adolescenti, è forte la vergogna per non essere stati in grado di reagire».

Come capire se parlare di bullismo vero e proprio o di atti violenti ma di altra natura?
«Ricordando che nel bullismo la violenza, fisica o psicologica, è pianificata, gratuita (non è mai la reazione a una provocazione) e persistente, nel senso che il sopruso viene ripetuto in continuazione, generando accanimento (il caso isolato, da solo, non può far pensare al bullismo). E poi direi di ricordare che nel bullismo c'è sempre una disparità di potere tra chi perpetra e chi subisce la violenza. Il bullo se la prende sempre con le persone più indifese, timide e incapaci di reagire».

Per saperne di più su come riconoscere e aiutare una vittima di bullismo o un bullo, ma anche su cosa fare in questi casi, anche a livello preventivo, scorri la galley qui sopra.

Tutte le foto courtesy of Corbis Images

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