Bambini iperattivi:
essenziale il giusto approccio

di Alessandra Celentano 

Con i piccoli affetti dal disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è molto importante puntare su un giusto approccio. Perché è anche intervenendo sulle loro emozioni che è possibile aiutarli ad acquistare concentrazione. A ricordarlo sono gli esperti che si sono riuniti al III Convegno Regionale AIDAI Toscana

Alessandra Celentano

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Foto: Corbis

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Attenzione all'approccio. Per aiutare i bambini affetti dal Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è fondamentale capire come relazionarsi con loro. A ricordarlo, sottolineando quindi il ruolo delle emozioni nella gestione del suddetto disturbo, sono gli esperti che si sono riuniti lo scorso sabato ad Arezzo, in occasione del III Convegno Regionale AIDAI Toscana, dal titolo "Attenzione ed emozioni: la componente affettivo-relazionale nel Disturbo da Deficit dell'Attenzione e Iperattività".

L'evento, realizzato in collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e rivolto alle famiglie e a tutti i professionisti del settore educativo e sociosanitario, ha perseguito l'obiettivo di informare e sensibilizzare sul disturbo ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), ancora poco conosciuto e sottovalutato nelle sue conseguenze.

Questo il commento finale di Sara Pezzica, psicologa, psicoterapeuta e Presidente AIDAI Toscana: «Non ci si può limitare a trattare gli aspetti neuro-psicologici del disturbo ADHD. Anche le emozioni sono importanti, perché strettamente collegate sia all'attenzione che al comportamento. Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare il convegno di quest'anno alla componente emotiva. Si può parlare, infatti, di emozione quale "balsamo" per migliorare l'attenzione nei bambini con ADHD a scuola, a casa e in tutti i contesti di vita».

Ma, in sostanza, come relazionarsi con i bambini iperattivi e in che modo favorire in loro le giuste emozioni? Gli esperti ricordano che, oltre a una forte dose di comprensione e di pazienza, genitori e insegnanti dovrebbero partecipare ad appositi corsi di parent training e teacher training (che la stessa Associazione AIDAI organizza ogni anno), utili, appunto, per acquisire strategie comunicative efficaci e favorire il giusto inserimento del bambino all'interno della classe. Spesso infatti, i piccoli con il disturbo ADHD tendono ad essere isolati dai loro compagni.

Per sapere in cosa consiste di preciso il disturbo ADHD, quali sono i sintomi e quali le strategie d'intervento leggi il nostro speciale:

>> Si fa presto a dire  "è solo un po' vivace"

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