Sesso e gioco online, per gli studenti italiani allarme bocciature

di Simone Cosimi 

Una ricerca dell'Esc Team approfondisce gli effetti collaterali della pornografia e dell'azzardo in Rete: il 60,8 per cento dei giovani nel primo caso e il 53,6 nell'altro rischiano di non passare l'anno. Ma la dipendenza dal web è ormai un'epidemia

Simone Cosimi

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foto Corbis

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Sesso online e pornografia: gli studenti italiani delle scuole superiori che utilizzano internet precipitando nel vortice di queste due ragioni rischiano la bocciatura. Per la precisione, secondo una ricerca firmata dall'Esc Team - il primo centro specialistico sulle dipendenze dal web - si tratta del 60,8 per cento. Una cifra pazzesca che dà l'idea degli effetti collaterali della (mala)Rete.

Non basta: il 53,6 per cento di quelli che invece si collegano per giocare d'azzardo online e il 39,5 per cento di chi gioca ai videogame non la fa mica franca. Anzi, la non ammissione all'anno successivo è tanto probabile quanto nel caso dei sex addicted in erba.

Le conseguenze rischiano di diventare esplosive in quei ragazzi che optano per il mix online: sesso più gioco. In questo caso, l'esito dell'anno scolastico è quasi garantito: bocciatura al 100 per cento.

Il documento dell'Esc Team è d'altronde corposo e lascia pochi dubbi: l'indagine è freschissima, realizzata a gennaio intervistando quasi 2.400 studenti fra i 13 e i 19 anni sul rapporto col web e sul rendimento scolastico. Il rischio, comunque, non sembra evitato nemmeno per chi sfrutta il network in maniera innocua, magari per scovare informazioni per le ricerche, i compiti e per studiare: fra quegli studenti il 25,7 per cento ripeterà l'anno scolastico.

Il quadro che ne esce, allargando lo sguardo, è quello di un'autentica dipendenza di massa. D'altronde, basta osservare un adolescente medio solo qualche minuto per agguantarne gli schizofrenici atteggiamenti: il 56,2 per cento, aggiunge l'indagine, si connette almeno una volta all'ora (ma per un 20 per cento la forchetta di abbassa a soli 10 minuti)  e il 54 rimane collegato almeno 3 ore al giorno.

Il problema con i banchi di scuola, poi, nasce dalla carenza di concentrazione: il 66,5 per cento, infatti, non si isola nemmeno quando studia, rimanendo perennemente connesso senza riuscire a schiacciare off. E un fanaticissimo 59,1 per cento non interrompe la connessione nemmeno durante la notte.

Tuttavia fanno segnare percentuali alte di connessione anche quelli bravi, senza debiti formativi. Quindi non è tanto il tempo ma proprio quel che si fa in Rete: "Si può affermare che a una connessione frequente nel tempo non corrisponda la possibilità di registrare un calo del rendimento scolastico, né tantomeno un potenziale rischio di bocciatura - spiega Paolo Antonio Giovannelli, psichiatra direttore dell'Esc Team - ciò di cui preoccuparsi non è quindi la frequenza o la durata della connessione, ma le attività svolte online dai ragazzi. Educare gli adolescenti a un corretto utilizzo delle risorse del web può influenzare positivamente il rendimento scolastico degli studenti".

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