Nei film (per ragazzi)
si torna a fumare

di Simone Cosimi 

Un piccolo studio americano lancia un grande allarme: l'immaginario legato al fascino perverso del tabacco riprende la sua presenza sulle pellicole del grande schermo. Le scene con sigarette crescono del 36 per cento, soprattutto nei film per teenager

Simone Cosimi

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Evan Rachel Wood in una scena del film Thirteen

Evan Rachel Wood in una scena del film Thirteen

Per alcuni anni le sigarette sono sparite. O, almeno, si sono ridotte fortemente. No, non parliamo dei locali pubblici - dove la legge dell'ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia, a conti fatti, pare aver funzionato bene - ma dal grande schermo. E cioè dai film. Il principale passatempo di bambini e ragazzi, che nel fine settimana invadono le sale di tutto il Paese. Bene, il digiuno da cicca - e in generale di prodotti legati al tabacco - sembra essere finito. O quasi. Secondo un rapporto dell'agguerrita associazione giovanile newyorkese Reality Check, infatti, pare che l'incremento sia stimabile intorno al 36 per cento. Insomma, il fumo è tornato a costituire un pericoloso fattore di fascino nel mondo del cinema. E, questa la notizia peggiore, soprattutto nelle pellicole dedicate ai teenager.

"Dopo anni di battaglie, firmate anche da Reality Check, per far fuori l'immaginario del tabacco dai film, abbiamo fortunatamente iniziato a verificarne un certo declino. Durato tuttavia non più di un paio d'anni - racconta Kathy Barnett, direttrice dell'associazione - ultimamente l'incremento è stato almeno del 36 per cento, quindi abbiamo ricominciato a fare pressione sulla Motion Picture Association per far presente che ne abbiamo davvero abbastanza ed è tempo di finirla, definitivamente". Le grandi sorelle del tabacco si sono avvantaggiate per decenni della potente influenza che il cinema produce nel pubblico, in particolare negli adolescenti, per popolarizzare e normalizzare il fumo: "Nonostante alcune leggi che impediscono alle compagnie di praticare il cosiddetto product placement - dicono ancora dalla Reality Check - i marchi continuano ancora a comparire nei film".

L'effetto è devastante soprattutto perché i ritratti di fumatori nelle pellicole hollywoodiane - ma anche in molte prodotte in Italia - si legano in particolare alla rappresentazione di alcuni valori che hanno un grande impatto e un appeal notevole sui giovani: ribellione, indipendenza, sensualità , potere, successo e, paradossalmente, perfino salute. Raramente le pellicole dipingono la realtà del fumo, dalle patologie alla pericolosità di quello passivo: "I film costituiscono una dimensione estremamente persuasiva della sfera sociale dei giovani - racconta uno studio di qualche anno fa firmato dall'Osservatorio epidemiologico delle dipendenze della Regione Piemonte e dall'università del Piemonte Orientale - i registi utilizzano diversi mezzi per caratterizzare i personaggi, fra i quali il fumo di tabacco, che è più spesso usato dai personaggi che nei film rivestono il ruolo di leader e quindi più piacciono ai giovani e sono da essi emulati. Inoltre, le immagini di fumatori potrebbero far apparire il fumo più diffuso e accettabile di quanto sia in realtà, rafforzando il significato sociale e culturale delle sigarette. In base alla teoria dell'influenza sociale dei comportamenti umani questo potrebbe determinare un incentivo all'iniziazione del fumo di tabacco negli adolescenti". Almeno a casa, spegnete quella sigaretta.

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