I papà dei nati prematuri

di Margot  Silva 

Fare il papà significa essere la parte forte della famiglia, il rifugio dove trovare sicurezza, la spalla su cui appoggiarsi. Ma cosa succede quando i papà si trovano a dover guardare il loro bambino attraverso un'incubatrice? Vorrebbero lasciarsi andare, ma non possono

Margot  Silva

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Foto Corbis

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I papà sono sempre la parte forte della famiglia, non si commuovono anzi, sono la spalla su cui piagere, trasmettono sicurezza, danno coraggio e quando c'è un problema non si tirano indietro, sono loro il punto di riferimento per tutti. Ma cosa provano realmente dentro di loro?

Quando un papà guarda attraverso un'incubatrice il suo bambino nato prematuro le emozioni e il dolore sono incontrollabili anche per lui, ma interpretare la parte di padre significa rimandare indietro la commozione che sta per trapelare.

Durante i giorni di terapia intensiva del bambino e di ricovero per la mamma, il papà si trova a dover tirare fuori tutte le energie di cui è capace. Sente un forte senso di responsabilità nei confronti della moglie che ha bisogno di conforto, responsabilità nei confronti del nuovo nato, responsabilità per chi è rimasto a casa.

Un papà agisce come un "superuomo", affronta tutto quello che accade senza sosta, proprio per non venirne sopraffatto. Cerca di essere presente ovunque, in ospedale, a casa, in ufficio. A volte è l'unico tramite tra il bambino in terapia intensiva e la sua mamma, che non è ancora abbastanza in forze per andare a trovarlo. È attraverso i suoi occhi che si crea il primo contatto tra loro.

Cosa deve fare un papà per rispondere al meglio alle necessità della sua famiglia? Raffaella Cappello, fondatrice del blog dedicato ai bambini prematuri Per primi, ci dà alcuni spunti di riflessione: "È importante mettere al primo posto la relazione con la propria compagna, essere emotivamente vicino e di supporto alla neomamma è fondamentale per il suo equilibrio psicologico. Attenzione ad agire da superuomo nei primi giorni perché il percorso potrebbe essere molto lungo, quando si avvicina la data delle dimissioni è necessario prepararsi con un po' di riposo. Un papà dovrebbe cercare di non trascurarsi troppo e di prendersi un momento di svago per se stesso. Inoltre, stabilire un contatto quando il bimbo è in TIN, non è una preprogativa solo della mamma, posarselo sul petto è un'emozione che dà forza a entrambi".

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