Cellule staminali del cordone ombelicale: perché e come conservarle

di Staff Mamma 

Ogni mamma in attesa di un bambino ha la facoltà di scegliere di conservare le cellule staminali di suo figlio, al momento della nascita: ecco perché può essere utile e come fare per conservarle

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Le cellule staminali del cordone ombelicale: un patrimonio prezioso, racchiuso nel sangue del cordone ombelicale del neonato, al momento della nascita, e facilmente prelevabile dopo il parto, senza alcun rischio né dolore per la mamma o per il bambino. È lo stesso Ministero della Salute ad avere sancito, nel decreto 18 novembre 2009, che sono oltre 80 le patologie per cui esiste "comprovata documentazione di efficacia" delle terapie con cellule staminali del cordone ombelicale. Tra queste patologie figurano leucemie, mielomi, linfomi, anemie e disordini genetici.

La conservazione privata delle staminali cordonali consente, in caso di necessità di un trapianto, di avere immediatamente a disposizione un campione di cellule staminali compatibile al 100% con il bambino dal cui cordone è stato prelevato, fino al 50% con i suoi genitori e fino al 25% con eventuali fratelli o sorelle.

Statisticamente, invece, la probabilità di reperire un donatore compatibile in assenza di un campione conservato oscilla tra lo 0,002% e lo 0,001%, cioè una possibilità su cinquantamila o centomila1. È bene però sapere che le staminali cordonali, grazie alla loro minore "maturità immunologica", richiedono condizioni di compatibilità meno stringenti rispetto ad altri tipi di staminali, per esempio quelle del midollo2, e che le staminali del cordone conservate privatamente possono essere infuse sia nel bambino da cui sono state prelevate (trapianto autologo) e sia in un suo familiare (trapianto allogenico intrafamiliare), anzi: è proprio questo ciò che accade più frequentemente.

 

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Da Vanity