Svezzamento: tutto quello che devi sapere

di Francesca Favotto 

Lo svezzamento è un argomento delicato e molto vasto: a causa del mare magnum di pareri e consigli, le mamme non sanno più dove sbattere la testa. Qui il parere dell'esperto.

Francesca Favotto

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Foto Corbis

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Oggi parliamo di svezzamento: un momento importante e delicato nella nutrizione dei nostri bambini, che spesso le mamme non sanno come affrontare. Quando iniziare? Cosa somministrare ai nostri figli? Ne abbiamo parlato con il dottor Paolo Minelli, pediatra al Centro Medico Santagostino di Bologna, per capirne di più e come gestire al meglio questa fase nell'alimentazione dei bambini.

Innanzitutto, si definisce svezzamento l'integrazione di cibi solidi e semisolidi all'alimentazione con solo latte materno o latte di formula. Può essere iniziato dal sesto mese di vita se il bambino è allattato esclusivamente con latte materno: è quanto raccomanda il ministero della Salute nella guida per le famiglie "Bambine e bambini del mondo". "A sei mesi il bambino è ormai sicuramente pronto da ogni punto di vista (psicologico, motorio, digestivo) ad altro tipo di nutrimento diverso dal latte materno e potrà accettare il cucchiaino e gestire la deglutizione di cibi densi". Ciò non vuol dire però smettere con il latte materno: l'allattamento è il modo per dare al bambino, allo stesso tempo, nutrimento e sicurezza, insomma un riferimento affettivo rilevante per l'acquisizione dell'autonomia. "Se la madre lo desidera, l'allattamento al seno potrà quindi continuare dal secondo semestre di vita per altri mesi, come suggerito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità".

Lo svezzamento non è soltanto una tappa importante dal punto di vista nutrizionale, ma rappresenta anche un momento delicato e importante per l'acquisizione di comportamenti e attitudini del piccolo di fronte alle esperienze olfattive e gustative, all'accettazione del cucchiaino. Ma in quale ordine vanno introdotti gli alimenti? "L'ordine con cui gli alimenti semisolidi e solidi vengono introdotti nella fase dello svezzamento non riveste più l'importanza che un tempo gli veniva attribuito e può variare in base alla preferenza del bambino e alla cultura gastronomica della famiglia e del pediatra che fornisce i consigli. Ecco: non è necessario posticipare il consumo da parte del bambino del pane e della pastina (contenenti glutine)".

I primi cibi diversi dal latte da introdurre nella sua dieta? "Come primi alimenti diversi dal latte si possono provare, in base alla scelta materna, alle vostre abitudini culturali e all'accettazione del bambino: vegetali cotti e tritati come patate e carote; banana, pera o mela grattugiata; crema di riso e successivamente carboidrati come riso, mais, tapioca; proteine: agnello, pollo, manzo, pesce".

"È ancora valida e attuale la raccomandazione di non esagerare, nella fase dello svezzamento, con l'offerta di cibi salati e ad alto contenuto proteico. Gli errori più comuni nella prima alimentazione sono dovuti infatti all'eccesso di formaggio, formaggini e carne, che appesantiscono il metabolismo del bambino e possono anche orientare le sue preferenze future verso un'alimentazione meno sana, perché con troppe proteine e con troppo sale. Nel caso di allattamento artificiale, bisogna evitare la tentazione di aggiungere nel biberon biscotti, creme e altro oltre al latte anche nei primi mesi. Si aspetterà quantomeno il 4° mese e possibilmente il 6°, procedendo con uno svezzamento secondo linee guida generali analoghe a quelle valide per il bambino allattato al seno. Inoltre, non vanno aggiunti zucchero e miele".

"Infine, meglio evitare alimenti a contenuto ridotto di grassi come certi tipi di latte e yogurt, perché il grasso è importante per un organismo in crescita, specialmente per il cervello. Come il bambino mangerà cibi semisolidi e solidi, così progressivamente berrà meno latte (materno o artificiale)".

Quindi, quali sono le regole generali dello svezzamento? "Le regole generali da osservare sono molto semplici: oltre a non aggiungere sale, zucchero e miele, come appena spiegato, non utilizzare olio, burro, margarina o strutto per cucinare, ma impiegare in alternativa a questi grassi il brodo vegetale oppure la semplice acqua o, anche, se il bambino ne apprezza il sapore, una piccola quantità di yogurt bianco; ricordarsi che il bambino, fino a quando non potrà contare su un numero adeguato di dentini, non può masticare, quindi bisogna offrirgli cibi sminuzzati con la massima cura (meglio usare il frullatore)".

Quali sono gli alimenti VIETATI ai bambini fino ai tre anni? "I frutti di mare (cozze, vongole); carni e pesci crudi; caffè, tè e altre bevande contenenti caffeina; le bevande zuccherate, come tè freddo, succhi di frutta, coca cola (queste quantomeno limitate); tutti gli alcolici (questi ultimi non dovrebbero essere assunti fino all'età adulta)".

E dopo i tre anni, invece? "Formaggi grassi (mascarpone, gorgonzola, burro) e insaccati (salame, pancetta, mortadella, coppa); sale (è un importante fattore di rischio per l'ipertensione arteriosa); zucchero bianco e dolciumi".

Per quanto riguarda le allergie, come possiamo prevenire quelle alimentari, cominciando dallo svezzamento? "Fino a non molto tempo fa si pensava che la migliore prevenzione nei confronti delle allergie alimentari fosse quella di procrastinare il più possibile l'introduzione dei più comuni allergeni. In controtendenza con le teorie del passato, oggi sta affermandosi una scuola di pensiero secondo cui la somministrazione precoce dei cibi più di frequente implicati nella comparsa di allergie potrebbe favorire una maggiore tolleranza nei loro confronti. Da alcuni anni a questa parte si è sentito molto parlare di allergie alimentari e di un loro massiccio incremento nella popolazione infantile. In realtà, gli studi più recenti hanno evidenziato che i dati sulla loro diffusione non sono poi così allarmanti: le statistiche dicono che il problema interessa circa il 3% dei bambini e che solo l'1% di questi è colpito da una forma grave. Sono più di frequente responsabili di questa risposta anomala il latte vaccino, l'uovo, la frutta secca, il pesce. La diagnosi di allergia può essere fatta con precisione solo utilizzando gli appositi test".

DA STYLE.IT

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