Le coliche nel lattante: cause e rimedi

di Francesca Favotto 

Colpiscono il neonato nei primi mesi, ma ancora non si capisce da cosa possano derivare e come farle passare. Qui il parere dell'esperto.

Francesca Favotto

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Le coliche nei neonati sono un disturbo dalle cause ancora pressoché sconosciute. Colpiscono il 10% circa dei lattanti, che crollano in pianti infiniti e fanno cadere nella disperazione anche i genitori, che non sanno come consolarli e farli smettere. Abbiamo chiesto un parere al dottor Paolo Minelli, pediatra al Centro Medico Santagostino di Bologna, per capirne di più e come agire per curare e guarire questo disturbo. "Le coliche non esistono, o meglio non esistono nella classica definizione di coliche, ovvero coliche gassose del lattante, come definite nei libri".

La letteratura medica è come al solito divisa a metà su quest'argomento. C'è chi dice che hanno un "motivo organico" e chi dice che "hanno tutt'altra natura"; autori inglesi considerano il pianto del bambino come un equivalente motorio per cui consigliano addirittura di non adoperarsi più di tanto per farlo smettere. Un altro articolo asserisce invece che il lattante avendo un sistema nervoso immaturo, come del resto molte altre funzioni, avrebbe una soglia del dolore anch'essa molto più bassa, per cui il movimento peristaltico di digestione sarebbe tale da causare dolore e quindi pianto. Infatti, il massaggio, il coccolare e il tranquillizzare il bambino hanno spesso un effetto positivo e questo potrebbe essere in linea con questa teoria. "Sicuramente le famose coliche d'aria non possono essere causa di pianto prolungato, anzi le varie tisane e bevande date ai lattanti non solo non servono a nulla ma addirittura (essendo oltretutto molto zuccherate) fanno peggio che meglio. Quindi, coccolare i lattanti, massaggiarli, baciarli credo che siano uno dei migliori metodi per far sì che i genitori imparino a gestire il pianto dei loro bambini".

Esistono delle possibili cause? "Le cause di pianto possono essere le più diverse ed è a volte difficile capirne il motivo. I lattanti non piangono solo per fame, e non è nemmeno vero che piangono solo per le coliche o per uno stato di malessere fisico. Si osservano lattanti che piangono continuamente in concomitanza con un periodo difficile della mamma. Allora forse quello che dovremmo fare è cercare di valorizzare il ruolo dei genitori e della mamma in particolare. Noi medici dovremmo cercare di ascoltare di più e "prescrivere" di meno. Laddove non ci sono evidenze scientifiche, cerchiamo di tenere conto delle diverse realtà sociali e culturali ricordandoci che il bambino non può stare bene se non sta bene la sua mamma e che l'allattamento al seno deve essere una cosa bella e non una fonte di ansia".

Quindi, come si fa a capire se un neonato soffre di coliche? "Non bisogna pensare alle coliche ogni volta che il neonato piange. Ma se rispetta la cosiddetta 'regola del 3', coniata negli anni Cinquanta dal dottor Wessel, allora si può essere davanti a un caso di coliche, ovvero se ci troviamo davanti a un lattante sano, ben nutrito, che piange più di 3 ore al giorno, per più di 3 giorni alla settimana, e per più di 3 settimane di seguito".

E quali sono i sintomi? "All'improvviso il bambino, senza alcun motivo preciso, comincia a essere irrequieto e a strillare, diventando pallido o addirittura cianotico, stringendo i pugnetti e flettendo le gambe sull'addome. Le crisi di solito sono più frequenti nelle ore serali se il bambino mangia dal biberon, mentre nei piccoli allattati al seno possono manifestarsi in qualunque momento della giornata".

Cosa fare quando si è davanti a una crisi? "La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra, per così poter escludere altre cause più serie. Se si tratta solo di coliche, basta sapere che il bambino sta bene e cresce bene, poiché le coliche non compromettono la crescita del lattante; di solito, si risolvono spontaneamente dopo i tre mesi di vita e non sono indice di scarso affetto o scarse attenzioni da parte della mamma".

Altre soluzioni pratiche? "Innanzitutto, tranquillizzare i genitori e soprattutto la mamma, che spesso si sente nervosa e frustrata di fronte ai pianti del suo piccolo. Il rischio è che si senta inadeguata nel suo ruolo, diventi ancora più tesa, innescando nel figlio ulteriori crisi di pianto.  Poi, provare a fare il classico giretto in macchina, che funziona quasi sempre, ancora di più rispetto alle passeggiate in carrozzina. Infine, ci sono vari farmaci che vengono proposti per alleviare le coliche gassose, ma non sempre sono indicati o efficaci. In quel caso, va sentito il medico".

DA STYLE.IT

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