La crescita del neonato e del bambino

di Francesca Favotto 

A che ritmi cresce un neonato? Quali sono i parametri da tenere in considerazione? Ecco il parere dell'esperto.

Francesca Favotto

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Foto Corbis

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È nato, ora ce l'avete tra le braccia e vi sembra uno scricciolo, un cucciolo che troppo presto crescerà e diventerà grande. Già, ma di quanto? A che ritmo deve crescere un neonato per poter dire che sta crescendo nel modo giusto? Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il dottor Paolo Minelli, pediatra al Centro Medico Santagostino di Bologna, per capirne di più e avere delle linee guida da seguire. "Nei primi giorni di vita il peso del neonato si riduce, poi inizia a crescere regolarmente. Appena nato un bambino pesa in media tra i 3 ed i 3,5 kg, ma sono considerati normopeso tutti i neonati che pesano tra i 2,5 e i 4,5 kg".

Cosa succede fino al terzo mese di vita? "Come già detto, nella prima settimana di vita il peso del neonato si riduce all'incirca del 5 - 10%, per via dello scarso apporto di calorie, poiché la montata lattea arriva dopo circa due-tre giorni dal parto, e a un eccesso di liquidi che il piccolo perde con la sudorazione e con l'emissione di urine e di meconio (le prime feci del neonato). È un fenomeno del tutto normale, però, definito in termini medici come "calo fisiologico neonatale". Dopo questo periodo, il piccolo inizia ad aumentare di peso, recuperando o addirittura superando entro i dieci giorni di vita il peso alla nascita. Da questo momento fino al terzo mese compreso il lattante aumenta, in genere, circa 150-200 grammi alla settimana. C'è da fare un distinguo tra gli allattati al seno, che aumentano di peso più rapidamente dei bambini alimentati con latte artificiale".

Dopo questo periodo, invece? "Nel secondo trimestre di vita, in genere, il piccolo aumenta di circa 130-150 grammi alla settimana, quindi in media, il peso di un lattante dopo il quinto mese dovrebbe essere all'incirca il doppio di quello presentato alla nascita. Ma l'accrescimento ponderale del bambino può non essere costante, con settimane in cui il piccolo cresce di più e altre di meno. L'importante è che l'accrescimento si mantenga costante, a seconda della sua predisposizione naturale, ovvero il ritmo di crescita, in gran parte stabilito geneticamente, che non può e non deve essere modificato. Tante mamme, in apprensione poiché il loro piccolo è più minuto dei coetanei forzano il bambino a mangiare, ma non va bene. Da segnalare al medico, piuttosto, sono le perdite di peso improvvise o periodi molto protratti di inappetenza, con conseguente prolungato arresto dell'accrescimento ponderale".

Dal sesto al nono mese, invece? "Il bambino aumenta all'incirca 400-500 grammi al mese: alla fine del nono mese un lattante pesa mediamente circa nove chili. A partire dal sesto mese in avanti, tuttavia, l'aumento di peso non è più in relazione solamente con la quantità di cibo introdotta dal piccolo, ma anche con la sua vivacità. Infatti, i bambini più irrequieti ed esuberanti consumano più energie in confronto ai più calmi e tranquilli".

E fino al primo anno di vita? "In questo periodo, l'accrescimento ponderale dovrebbe essere in totale di altri 700-800 grammi per cui, entro il primo anno di vita, il bambino dovrebbe pesare intorno ai 10 kg. La differenza di peso tra coetanei può tuttavia essere notevole perché l'accrescimento ponderale non è influenzato solo dall'alimentazione e dall'attività fisica, ma anche da fattori ereditari".

Dal primo a secondo compleanno? "Il ritmo di accrescimento ponderale piuttosto sostenuto presentato nei primi dodici mesi di vita è poi destinato a ridursi drasticamente dopo il primo anno di vita, durante il quale i bambini aumentano di soli circa due kg".

E cosa sono i centili, o percentili? "I centili (o percentili) sono un modo per confrontare una misura con i valori normali della popolazione, ovvero esprime la posizione percentuale di una misurazione (peso, statura, circonferenza cranica o qualsiasi altra grandezza) rispetto alla popolazione di riferimento. Il metodo è molto utile per individuare dei limiti di normalità: in generale, si considera il 3° percentile come limite inferiore e il 97° percentile come limite superiore, soglie oltre le quali si deve consultare il pediatra".

DA STYLE.IT

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