Tv sì o tv no? Ma soprattutto: tv come?

di Marco Vinicio Masoni 06 febbraio 2012

Imparare a conoscere il proprio bambino significa anche capire quanto e cosa fargli vedere

Marco Vinicio Masoni

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foto Corbis Images

Lo troverà in qualunque manualetto per le giovani marmotte: la tele va vista affiancando al bambino l'adulto, affinché questi minimizzi - quando occorre - il significato di alcune scene, ne spieghi il senso o  il nonsenso, ecc. La cosa  non è sbagliata e può essere un utile suggerimento generico. Aggiungiamo però che i bambini in generale sanno già distinguere una scena recitata da una registrazione di una scena. Esempio.

In una scena da film cruenta, dove scorre il sangue, il bambino sa forse da tempo, che il sangue  è finto. Un telegiornale invece, che mostri l'uccisone - vera - di qualcuno, può traumatizzare. Questo in generale. Va poi considerata la sensibilità del piccolo. I bambini delicati, intelligenti, sensibili e fantasiosi, entrano nelle "storie" più di altri. Entrare nelle storie significa letteralmente  sentirsi al posto del personaggio  filmico.  Esempio: in un film di guerra vengono uccisi i genitori di una bimba che resta sola. La bambina che vede il film si colloca al suo posto e scoppia a piangere.

Con bambini di questo tipo qualche cautela sarà necessaria. Ora però lasciamo questi discorsi sulle scene cruente e passiamo a osservazioni più simpatiche. Come sapere che il vostro bambino è delicato e sensibile? Beh, le mamme lo sanno già, ma  se avessero dei dubbi, c'è un simpaticissimo indicatore: se  il piccolo è un attore ( ha doti da attore) allora siate cauti nel mostrargli scene troppo tristi, drammatiche o addirittura cruente. E come si capisce se il figlio ha doti da attore?  Per esempio osservate se durante un capriccio, mentre  piange e urla a squarciagola... si guarda allo specchio.

 

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