Dirò poche cose, perché le crisi di coppia sono tutte diverse e
i figli anche, ma ci sono alcune regole, poche, appunto, che
sono così "sperimentate" da poter esser definite quasi
generali. Ne parlerò suggerendo azioni pratiche.
La prima: mettetevi d'accordo, perché la cosa
va detta ai figli (o alla figlia o al figlio) INSIEME. Fate delle
prove, prima, tra voi, e se il conflitto in atto è così grave da
impedirvi anche di collaborar per il bene dei figli, chiedete aiuto
a un esperto, affinché vi guidi e vi supporti in questa
azione comune.
La ragione di questa regola sta nel fatto che l'errore
più grave che si possa commettere comunicando la separazione ai
figli è quello di incolpare l'altro o l'altra della
separazione. Fra voi possono volare i coltelli, ma per i
vostri figli il papà resta sempre il papà e sentire che la mamma
(o, ovviamente, viceversa) ne parla male è causa di sofferenza
profonda.
La seconda: la separazione riguarda un
allontanamento (più o meno grave) fra voi due, non fra voi e i
vostri figli, comunicate quindi che voi ci sarete sempre e che
l'affetto sarà quello di sempre. Aggiungete anche che fra
voi genitori sarete amici. Se la parola "amici" vi procura
l'ulcera baserà dire che i genitori saranno sempre loro vicini e si
sentiranno, fra loro, sempre, per le "cose" dei figli ( c'è qualche
eccezione, ne ho incontrate, ma sono poche e legate a casi talmente
particolari che non ha senso parlarne qui).
Tutto il resto varierà a seconda del rapporto fra voi, del
carattere e della sensibilità delle vostre creature. Ma c'è un
"dopo" che va previsto e al quale occorre prepararsi. Spesso,
troppo spesso, la mamma, che è quella alla quale vengono
generalmente affidati i figli, deve diventare e diventa l'unica
fonte di regole e di veti. Il papà, col fatto che se ne sta a casa
sua o in macchina e che non è presente per l'educazione dei figli,
può sembrare da tollerante/buono a, addirittura, vittima (con
qualche ragione se è costretto a dormire in macchina). Conseguenza
facilmente intuibile: la mamma la pagherà.
Spesso incontro situazioni simili e mi indigno quando mi si
racconta che se la mamma, in difficoltà, chiede aiuto al padre per
l'educazione dei figli, questi, che se ne sta lontano (e a volte
con una compagna) risponde "Non sai gestirli!".
Un promemoria per le mamme in queste condizioni. Non mollate
sulla regola all'inizio di queste righe: non parlate mai male del
padre. I figli crescono e verrà l'età nella quale ricorderanno ciò
che hanno visto nella loro infanzia. È allora che l'aver tenuto
duro si rivelerà un investimento.
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