Sara Morgana
Il folletto con le ali

di Donatella Venditto - Noomray 

A voi piacerebbe leggere una favola che ha per protagonista il vostro bambino? A noi della redazione, quando abbiamo ricevuto questa proposta, l'idea è piaciuta e così abbiamo accettato con entusiasmo. Ecco il primo racconto, dedicato a Sara Morgana, la bimba di Monica, che lei spesso chiama "la sua folletta".

Donatella Venditto - Noomray

Donatella Venditto - Noomray

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Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Nei boschi di una terra incantata senza nome, viveva un bel folletto biondo di nome Sara
Morgana, che aveva sei anni. La piccola Sara Morgana era una vera esplosione di energia
e passava quasi tutta la sua giornata ad arrampicarsi sugli alberi. Le piaceva così tanto perché da lassù riusciva a vedere molto di più del piccolo lembo di mondo nel quale abitava.

Sara Morgana era molto diversa dagli altri folletti, lei era nata folletto, ma sognava di
diventare una fata. E dalla cima dell'albero più alto osservava ogni giorno il meraviglioso regno delle fate della montagna, che confinava proprio con la terra dei folletti.

Quante volte lʼaveva disegnato quel mondo fatato, ma sapeva che nessun folletto ci aveva
mai messo piede. Infatti non esisteva un sentiero per raggiungerlo. Un pomeriggio, mentre se ne stava sulla cima di un grande albero a contemplare il paesaggio, sentì una musica melodiosa provenire proprio dal regno delle fate della montagna. Dʼun tratto la musica si interruppe.

Sara Morgana si spinse un poʼ più avanti per cercare di capire cosa stesse succedendo e
senza rendersene conto ruzzolò giù...ritrovandosi proprio nel magico regno delle fate.
«Oh...e chi abbiamo qui? Tu sei un folletto, vero?» chiese una bellissima fata dalle ali
dʼargento. Sara si alzò e si pulì come potè i calzoni a sbuffo. «Sì, una folletta, per la precisione». «Una folletta molto graziosa - aggiunse la fata - molto lieta di conoscerti».
Sara fece un inchino e sorrise.

«Cosa ci fai da queste parti?». «Ecco io...» La piccola Sara Morgana cominciò a giocherellare con le dita. «Ho sentito una musica e...mi piace molto la musica, anzi mi piace molto cantare e...ad un tratto non lo sentita più e io...».

«Sul serio ti piace cantare?» «Sì...» Rispose sicura. «Questa sì che è una vera fortuna...sai, sta per avere inizio una festa molto importante: stiamo per scegliere una nuova fata da aggiungere al nostro gruppo. Ogni anno facciamo questa grande festa per scegliere una nuova fata e donarle un potere magico. Arrivano bambine da tutto il mondo!» aggiunse entusiasta la fata. «Davvero? Io credevo che fate si nascesse...».

La fata dalle ali dʼargento cominciò a ridere: «No, mia piccola folletta, fate si diventa. Perché ricorda che tutti noi possiamo diventare ciò che vogliamo, se ci crediamo
fortissimamente». La piccola Sara Morgana sorrise a trentadue denti, allora avrebbe potuto diventare una fata anche lei! Finalmente!

Proprio quando stava per chiederlo però, la fata la interruppe: «Se tu sai cantare bene, ci
servirebbe proprio un accompagnamento musicale per il momento dellʼincoronazione della
nuova fata. Purtroppo Fata Do, che è lʼunica di noi che sa cantare, si è presa un bel mal di
gola!». Cosa? Le aveva appena chiesto di cantare alla festa, ma non di partecipare al concorso per diventare fata? Sara Morgana inizialmente ci rimase un poʼ male, ma in fondo non si era mai sentito di una folletta che diventava fata.

La fata sembrò non accorgersi dei suoi occhi tristi e la accompagnò subito verso il palco
dove stava già suonando la banda. «Questa è la piccola Sara Morgana, un folletto che sa cantare divinamente! Accompagnerà il momento dellʼincoronazione della nuova fata!». Sara Morgana sorrise e si sistemò al centro del palco. Poco dopo cominciarono ad arrivare moltissime bambine provenienti da tutto il mondo. Erano tutte lì con la speranza di poter diventare una fata. Sara Morgana le guardava attenta in attesa che arrivasse il momento di cantare. Dentro di sè però avrebbe tanto voluto essere dallʼaltra parte, tra quelle bambine.

Le fate cominciarono ad esaminare le bambine: erano tutte bellissime, intelligenti e
gioiose. Ognuna di loro avrebbe potuto diventare una fata, ognuna di loro sembrava
meritevole di acquisire un potere magico. Passarono molte ore, ma le fate non si decidevano a scegliere. Purtroppo avrebbero potuto farne entrare una sola. Le bambine accorse cominciarono a spazientirsi. «Un momento bambine, è una decisione importante, non abbiate fretta».

Sara Morgana, vedendo le fate in difficoltà, si avvicinò e disse: «Sapete, per poter
prendere una decisione, io chiederei quale potere vorrebbero ricevere una volta diventate fate». Era unʼidea geniale. La fata dalle ali dʼargento cominciò a domandarlo, ma le risposte che ricevette non la convinsero molto. Una bambina voleva diventare una fata per aver dei lunghi capelli e abiti scintillanti, unʼaltra per prendere bei voti a scuola senza studiare, unʼaltra ancora per far apparire qualsiasi giocattolo desiderasse. La fata cominciò a storcere il naso. Non erano quelle le ragioni per le quali si diventava
una fata.

Poi dʼun tratto si girò verso la folletta bionda e le chiese: «E tu, Sara Morgana, se
potessi, che potere ti piacerebbe avere?». «Io? - Sara Morgana si mise in piedi e sorrise, quella risposta era facilissima per lei - Il potere di far diventare le persone ciò che desiderano, perché credo che sia quello il segreto della felicità ». La fata dalle ali dʼargento sorrise. La ricerca era finita. Ora avevano una nuova fata, che aveva una voce melodiosa: si chiamava Sara Morgana e non avrebbe più dovuto arrampicarsi sugli alberi per scoprire cosa ci fosse oltre la terra dei folletti, perché ora sapeva volare.

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