Nei boschi di una terra incantata senza nome, viveva un bel
folletto biondo di nome Sara
Morgana, che aveva sei anni. La piccola Sara Morgana era una vera
esplosione di energia
e passava quasi tutta la sua giornata ad arrampicarsi sugli
alberi. Le piaceva così tanto perché da lassù riusciva a vedere
molto di più del piccolo lembo di mondo nel quale abitava.
Sara Morgana era molto diversa dagli altri folletti, lei era nata
folletto, ma sognava di
diventare una fata. E dalla cima dell'albero più alto osservava
ogni giorno il meraviglioso regno delle fate della montagna, che
confinava proprio con la terra dei folletti.
Quante volte lʼaveva disegnato quel mondo fatato, ma sapeva che
nessun folletto ci aveva
mai messo piede. Infatti non esisteva un sentiero per
raggiungerlo. Un pomeriggio, mentre se ne stava sulla cima di un
grande albero a contemplare il paesaggio, sentì una musica
melodiosa provenire proprio dal regno delle fate della montagna.
Dʼun tratto la musica si interruppe.
Sara Morgana si spinse un poʼ più avanti per cercare di capire
cosa stesse succedendo e
senza rendersene conto ruzzolò giù...ritrovandosi proprio nel
magico regno delle fate.
«Oh...e chi abbiamo qui? Tu sei un folletto, vero?» chiese una
bellissima fata dalle ali
dʼargento. Sara si alzò e si pulì come potè i calzoni a sbuffo.
«Sì, una folletta, per la precisione». «Una folletta molto graziosa
- aggiunse la fata - molto lieta di conoscerti».
Sara fece un inchino e sorrise.
«Cosa ci fai da queste parti?». «Ecco io...» La piccola Sara
Morgana cominciò a giocherellare con le dita. «Ho sentito una
musica e...mi piace molto la musica, anzi mi piace molto cantare
e...ad un tratto non lo sentita più e io...».
«Sul serio ti piace cantare?» «Sì...» Rispose sicura. «Questa sì
che è una vera fortuna...sai, sta per avere inizio una festa molto
importante: stiamo per scegliere una nuova fata da aggiungere al
nostro gruppo. Ogni anno facciamo questa grande festa per scegliere
una nuova fata e donarle un potere magico. Arrivano bambine da
tutto il mondo!» aggiunse entusiasta la fata. «Davvero? Io credevo
che fate si nascesse...».
La fata dalle ali dʼargento cominciò a ridere: «No, mia piccola
folletta, fate si diventa. Perché ricorda che tutti noi
possiamo diventare ciò che vogliamo, se ci crediamo
fortissimamente». La piccola Sara Morgana sorrise
a trentadue denti, allora avrebbe potuto diventare una fata anche
lei! Finalmente!
Proprio quando stava per chiederlo però, la fata la interruppe:
«Se tu sai cantare bene, ci
servirebbe proprio un accompagnamento musicale per il momento
dellʼincoronazione della
nuova fata. Purtroppo Fata Do, che è lʼunica di noi che sa
cantare, si è presa un bel mal di
gola!». Cosa? Le aveva appena chiesto di cantare alla festa, ma
non di partecipare al concorso per diventare fata? Sara Morgana
inizialmente ci rimase un poʼ male, ma in fondo non si era mai
sentito di una folletta che diventava fata.
La fata sembrò non accorgersi dei suoi occhi tristi e la
accompagnò subito verso il palco
dove stava già suonando la banda. «Questa è la piccola Sara
Morgana, un folletto che sa cantare divinamente! Accompagnerà il
momento dellʼincoronazione della nuova fata!». Sara Morgana sorrise
e si sistemò al centro del palco. Poco dopo cominciarono ad
arrivare moltissime bambine provenienti da tutto il mondo. Erano
tutte lì con la speranza di poter diventare una fata. Sara Morgana
le guardava attenta in attesa che arrivasse il momento di cantare.
Dentro di sè però avrebbe tanto voluto essere dallʼaltra parte, tra
quelle bambine.
Le fate cominciarono ad esaminare le bambine: erano tutte
bellissime, intelligenti e
gioiose. Ognuna di loro avrebbe potuto diventare una fata, ognuna
di loro sembrava
meritevole di acquisire un potere magico. Passarono molte ore, ma
le fate non si decidevano a scegliere. Purtroppo avrebbero potuto
farne entrare una sola. Le bambine accorse cominciarono a
spazientirsi. «Un momento bambine, è una decisione importante, non
abbiate fretta».
Sara Morgana, vedendo le fate in difficoltà, si avvicinò e
disse: «Sapete, per poter
prendere una decisione, io chiederei quale potere
vorrebbero ricevere una volta diventate
fate». Era unʼidea geniale. La fata dalle ali
dʼargento cominciò a domandarlo, ma le risposte che ricevette non
la convinsero molto. Una bambina voleva diventare una fata per aver
dei lunghi capelli e abiti scintillanti, unʼaltra per prendere bei
voti a scuola senza studiare, unʼaltra ancora per far apparire
qualsiasi giocattolo desiderasse. La fata cominciò a storcere il
naso. Non erano quelle le ragioni per le quali si diventava
una fata.
Poi dʼun tratto si girò verso la folletta bionda e le chiese: «E
tu, Sara Morgana, se
potessi, che potere ti piacerebbe avere?». «Io? - Sara Morgana si
mise in piedi e sorrise, quella risposta era facilissima per lei -
Il potere di far diventare le persone ciò che desiderano,
perché credo che sia quello il segreto della felicità ».
La fata dalle ali dʼargento sorrise. La ricerca era finita. Ora
avevano una nuova fata, che aveva una voce melodiosa: si chiamava
Sara Morgana e non avrebbe più dovuto arrampicarsi sugli alberi per
scoprire cosa ci fosse oltre la terra dei folletti, perché ora
sapeva volare.
>> Ti piacerebbe una favola personalizzata? Scrivi
a community@style.it
mettendo come oggetto LA MIA FAVOLA e inserendo nell'email nome,
età, carattere del bambino.
>> Scopri il mondo di Noomray