La Macchina della Felicità di Elia

di Donatella Venditto - Noomray 

Come ogni venerdì appuntamento con la favola di Donatella. Questa settimana entriamo nel magico mondo di Ideopoli. Andiamo a scoprire che avventura aspetta il protagonista, Elia.

Donatella Venditto - Noomray

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Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Tra le immense vallate del paese di Ideopoli nascevano da sempre le invenzioni più
importanti del mondo. Ideopoli, grande quanto la fame di un lupo, era un paese
particolare, perché abitato solo da inventori. Quando un bambino nasceva con una
lampadina luminosa sulla testa, mamma e papà capivano che avevano avuto il dono di
diventare genitori di un inventore e così, poco dopo la nascita, si trasferivano in questo
grande paese per permettere al bambino di realizzare ciò per cui era nato.

Il 16 marzo di sette anni prima era toccato ad Elia di nascere con una bella lampadina
luminosa sulla testa e per questo motivo aveva passato ogni singolo giorno della sua vita
ad Ideopoli, con mille idee che gli frullavano nel cervellino. La sua vita era trascorsa
allegra e spensierata, ma il 16 marzo del 2012 qualcosa sarebbe presto cambiato:
avrebbe dovuto affrontare una prova importante, ovvero, costruire un macchinario che
rendesse la vita più semplice e al quale ancora nessuno aveva pensato. Solo così
avrebbe potuto continuare a vivere nel paese degli inventori. Infatti, se per i primi sei anni di vita chi nasceva nel paese degli inventori poteva permettersi di studiare, pensare e immaginare lʼinvenzione del secolo, a sette anni doveva presentarla al mondo e alla
severissima Commissione degli Iperinventori.

Elia però, che era uno dei piccoli inventori più chiacchieroni, allegri e simpatici che si
fossero mai visti, aveva preso molto alla leggera la situazione ed era arrivato a quasi un
mese dal suo compleanno senza aver ancora inventato e costruito nulla! Elia aveva mille progetti...tutti in testa però, e non uno solo pronto per poter passare lʼattento esame della Commissione degli Iperinventori.

I giorni passavano e anche se lui sapeva perfettamente che avrebbe dovuto trovare
unʼidea geniale, trascorreva il suo tempo a fare tuttʼaltro! Quante volte, sdraiato su un prato, con il naso allʼinsù, si era perso a guardare le nuvole rincorrersi nel cielo, immaginandosi di volta in volta che assumessero forme fantastiche! Il mondo era così bello in quei momenti.

Bello quanto lo era quando da quel prato si alzava e correva a suonare il piano! La musica, la natura, le nuvole...mmm...no, no, no, Elia doveva concentrarsi adesso, le distrazioni avrebbero dovuto restare fuori dalla porta. Lui doveva inventare un macchinario incredibile che rendesse la vita più semplice, se voleva diventare adulto senza abbandonare Ideopoli. Provò e riprovò. Pensò e ripensò.

Prese carta e penna e provò a buttar giù qualcosa, ma la sua testolina andava sempre
altrove. Senza accorgersene, Elia si alzava e guardava dalla finestra le sue amate nuvole
immaginandosi storie incredibili. Senza volerlo, immaginando mondi che non cʼerano, si
sedeva al pianoforte e liberava note melodiose. Senza pensarci, disegnava cuori su un
foglio pensando alle belle inventrici che avevano la sua stessa età. Non appena si
accorgeva di allontanarsi dal suo compito, scuoteva forte la testa e tornava a concentrarsi.

«Devo impegnarmi!». Diceva convinto. «Ma cosa può servire al mondo che non sia ancora
stato inventato?» Sembrava essere già stato inventato tutto... Poi dʼimprovviso le nuvole, le note della musica e lʼidea dellʼamore, gli fecero venire in mente una cosa. Ma certo! Il piccolo Elia fu come illuminato e si mise al lavoro senza sosta.

Quando arrivò il mattino del 16 marzo, prese il suo macchinario e corse al Palazzo della
Commissione. Era molto agitato, ma non appena si trovò davanti agli Iperinventori per
mostrare la sua invenzione, si fece coraggio e azionò il pulsante, sperando che tutto
funzionasse: ad un tratto la Commissione venne avvolta da una grande nuvola morbida,
simile a panna montata, le note del pianoforte cominciarono a suonare e tanti cuoricini
cominciarono a riempire la stanza.

«Ma cosa sta succedendo?» Chiesero i giudici che, di solito molto severi, non riuscirono a
trattenersi di fronte a tanta bellezza e cominciarono a ridere e a sorridere. Elia alzò lo sguardo e notò con soddisfazione di aver realizzato unʼinvenzione che ancora non esisteva: aveva creato una macchina in grado di produrre la felicità! Perché era
questo che lʼimmaginazione, la musica e lʼamore creavano: un momento di felicità, che
rendeva la vita molto più facile e il mondo migliore!

I giudici, al settimo cielo, consegnarono ad Elia la coccarda del provetto inventore. Elia
aveva superato la prova e ora poteva rimanere ad Ideopoli per continuare ad inventare
macchinari meravigliosi. Lui la sua felicità lʼaveva inventata e nessuno gliela avrebbe più portata via.

 

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