Veronica e Arianna nel Regno del Contrario

di Donatella Venditto - Noomray 

Due sorelline sono le protagoniste della favola di questa settimana, tra incantesimi, giochi e piccoli capricci

Donatella Venditto - Noomray

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Illustrazione di Daria Piromalli

Illustrazione di Daria Piromalli

Nel grande castello del Regno del Contrario vivevano due bellissime principesse: i loro nomi erano Veronica e Arianna. Questo regno era proprio buffo, infatti tutto era il contrario di tutto.

Quando nel cielo splendeva il Sole, scintillava contemporaneamente anche la Luna e quando sul viso degli abitanti scoppiava un sorriso, immediatamente lo seguivano anche un fiume di lacrime.

Le persone che abitavano nel reame affermavano una cosa e la negavano il secondo successivo e tutti questo creava un gran problema, perché nessuno capiva più niente e regnava solo un gran caos. Il Regno del Contrario non era sempre stato così, ma lo era diventato dopo una strana benedizione. Quando cinque anni prima era nata Veronica infatti, la dolce Fata madrina l'aveva benedetta pronunciando questa frase:

«Che ogni giorno, piccola Veronica, tu possa essere diversa dagli altri, perché la diversità arricchisce!». Il re e la regina l'avevano guardata stupiti, non si era mai sentita una frase simile in più di duecento anni di nascite di principi e principesse. Quando la Fata Madrina aveva fatto schioccare la sua bacchetta magica però, quella profezia si allargò improvvisamente su tutto il Regno fino a fargli guadagnare quel buffo nome.

Sulla principessa Veronica sembrava avere avuto effetto solo in parte: lei era molto buona, un po' piagnucolosa forse, perennemente impegnata a disegnare, incollare e a scrivere poesie tutte da capire, e decisa a ogni costo a rinunciare al sonnellino pomeridiano, facendo disperare un po' la regina.

Due anni dopo la sua nascita però, arrivò ad allargare la famiglia la piccola principessa Arianna che era decisamente il contrario di Veronica. Lei non era molto buona, diceva in continuazione «ho detto che devi fare questo o quello» e la frase che più le piaceva ripetere era «non va bene!» facendo disperare i suoi genitori, i servitori di palazzo, ma soprattutto la povera Veronica che doveva sopportare i suoi comandi.

Arianna si alzava affamata e andava a letto affamata, lamentandosi abbastanza spesso, ma nel frattempo anche lei aveva qualcosa di contrario nel carattere che la contraddistingueva: stranamente amava cantare e ballare.

Le due principessine erano così diverse tra loro, che immancabilmente finivano con il litigare. Un giorno, stanchi di quelle continue liti, il re e la regina chiamarono la Fata Madrina per farle cancellare l'incantesimo, colpevole di tutti quei problemi.

La Fata Madrina si dispiacque per la richiesta, ma ubbidì al re e alla regina.
«Che ogni giorno in questo regno non debba esistere più la diversità e che tutti siano così uguali, da non aver nulla per cui discutere» quando finì di pronunciare la frase, il suo viso divenne triste.

Immediatamente, all'interno del castello, mentre Arianna era intenta a dire a Veronica che il disegno che aveva appena realizzato non andava bene, sul viso della principessina di tre anni si dipinse un sorriso: «scusami, volevo dire che è molto bello, vai avanti così».
«Ma che ti prende?» disse Veronica dubbiosa. Quando mamma e papà rientrarono, trovarono Veronica così annoiata, che chiese da sola di andare a fare un sonnellino pomeridiano. Ora Veronica era buona, ubbidiente, dormiva il pomeriggio, disegnava, incollava, scriveva poesie e non si lamentava mai.
Mentre Arianna era buona, ubbidiente, andava a letto sazia e si svegliava sazia, cantando e ballando.

Tutta quell'armonia si rifletteva sull'intero regno e le cose sembravano filare dritte per la prima volta da anni. Dopo i primi giorni di serenità però, quell'essere tutti quanti uguali e sempre d'accordo su tutto, cominciò a portare nel regno una grandissima NOIA!

Veronica ed Arianna non litigavano più, ma nemmeno erano felici di giocare insieme. A entrambe mancava tanto il periodo in cui erano molto diverse tra loro, perché l'una imparava dall'altra quello che in realtà non era: Veronica imparava a essere meno frignona, Arianna ad essere meno dura e più tranquilla.

Con il passare dei giorni le due sorelle decisero che era arrivato il momento di fare una cosa: bisognava richiamare la Fata Madrina!  Quando ricevette la nuova richiesta, la Fata Madrina sorrise «speravo tanto che capiste l'importanza del mio primo incantesimo...vi prego, tornate quelle di prima!» e così facendo fece roteare la bacchetta nell'aria.

«Non mi sta affatto bene!» disse Arianna e Veronica  frignando, riprese a scrivere le sue poesie. La Fata Madrina sorrise soddisfatta.
«Ehi, siamo tornate quelle di prima!» disse felice Veronica.
«Proprio così...ragazze! Finalmente» la fata madrina scomparve e Veronica e Arianna  ripresero a litigare, giocare, arrabbiarsi e divertirsi.

Il Regno tornò la patria di ogni contrario, ma era solo così che si andava avanti, perché era davvero essendo diversi che si poteva dare un contributo prezioso agli altri, a se stessi e al piccolo o grande regno che si abitava.

DA STYLE.IT

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